Con profondo rammarico e spirito di dissenso, Orecchio Acerbo comunica la propria cessazione di affiliazione all’Associazione Italiana Editori (AIE).
Questa decisione, maturata a seguito di una divergenza insanabile e di una valutazione critica delle recenti scelte istituzionali, riflette un’incompatibilità etica e ideologica che non possiamo più ignorare.
La controversia nasce dall’inclusione, tra gli espositori di “Più Libri Più Liberi”, dell’editore Passaggio al Bosco.
La linea editoriale di quest’ultimo, esaminata con scrupolosa attenzione, manifesta un’apologia di idee e valori che si pongono in palese contrasto con i principi fondanti della Repubblica Italiana, sanciti dalla Costituzione antifascista.
Non si tratta di una questione di semplice preferenza editoriale, bensì di una questione di salvaguardia dei valori democratici che costituiscono il fondamento della nostra convivenza civile.
La motivazione fornita dal presidente dell’AIE, Gianluca Cipolletta, in risposta alle nostre preoccupazioni, si è rivelata insufficiente e superficiale.
La sua affermazione secondo cui l’associazione non esercita un controllo diretto sulle scelte degli espositori, come riportato nella lettera al direttore Fabio Del Giudice, non solo esonera l’AIE da ogni responsabilità, ma ne evidenzia una pericolosa mancanza di consapevolezza e di senso etico.
Affidare la selezione degli espositori a criteri puramente commerciali, trascurando completamente l’impatto ideologico e culturale delle opere presentate, rappresenta un errore gravissimo che mina la credibilità dell’intera associazione.
Orecchio Acerbo ha sempre creduto nel ruolo cruciale dell’editoria come veicolo di idee, di cultura e di progresso sociale.
Tuttavia, un’editoria priva di scrupoli, disposta a tollerare o addirittura a promuovere contenuti che disprezzano i valori costituzionali, rischia di diventare uno strumento di disinformazione e di manipolazione.
La decisione di lasciare l’AIE è stata presa con il peso di un profondo rammarico, consapevoli delle difficoltà che ne conseguiranno.
Tuttavia, la coerenza con i nostri principi e la difesa dei valori democratici ci impongono di questa scelta, anche a costo di affrontare un percorso solitario.
Auspichiamo che questa decisione possa stimolare un’autocritica costruttiva all’interno dell’AIE e che possa portare a una riflessione più ampia sul ruolo dell’editoria nella società contemporanea, al fine di garantire che la libertà di espressione non si trasformi in un alibi per la diffusione di idee pericolose e antidemocratiche.

