La vigilia dei Golden Globe si tinge di rinnovamento e celebrazioni.
L’HFPA, alle prese con un passato complesso, ha ceduto il testimone a una nuova organizzazione che ha voluto onorare due pilastri del cinema e della televisione contemporanea: Sarah Jessica Parker e Helen Mirren, con una serata speciale trasmessa su CBS.
Un evento che, come da tradizione, anticipa l’incanto e l’effervescenza della stagione degli Oscar, proiettando un fascio di luce sulle possibili contendenti alla statuetta.
La serata ha offerto un omaggio alla carriera di Parker, icona pop attraverso i 25 anni di *Sex and the City* e le sue numerose interpretazioni, e a quella di Mirren, interprete indimenticabile di personaggi femminili complessi e sfaccettati, da *Prime Suspect* a *The Queen*, fino al recente *1923*.
Un momento intimo e sentito, con le rispettive famiglie a condividere l’occasione: Matthew Broderick e il figlio James Wilkie per Parker, e il marito regista Taylor Hackford per Mirren, che ha dedicato il prestigioso Cecil B.
De Mille Award a una generazione di artiste che l’hanno ispirata, citando con emozione figure come Monica Vitti e Anna Magnani, simboli di un cinema italiano che ha profondamente segnato la sua formazione.
L’attenzione si sposta ora sulla cerimonia vera e propria, dove la competizione si fa più agguerrita.
I film *Sinners* di Ryan Coogler e *Una Battaglia Dietro l’Altra* di Paul Thomas Anderson, già acclamati dai sindacati di attori e registi, si contendono la palma del miglior film nelle rispettive categorie (drammatico e commedia/musical).
Si affiancano a loro titoli come *Frankenstein*, *Un Semplice Incidente*, *L’Agente Segreto*, *Sentimental Value* e *Hamnet*, e ancora *Blue Moon*, *Bugonia*, *Marty Supreme*, *No Other Choice* e *Nouvelle Vague*.
L’Italia, purtroppo, vede affievolite le speranze legate a *Familia* di Francesco Costabile e a *La Grazia* di Paolo Sorrentino, esclusi dalla rosa dei candidati internazionali.
In quest’ultima, si fa strada un panorama globale che include opere provenienti da Iran (*Un Semplice Incidente* di Jafar Panahi, in rappresentanza della Francia), Norvegia (*Sentimental Value* di Joachim von Trier), Corea del Sud (*No Other Choice*), Brasile (*L’Agente Segreto*) e Spagna (*Sirāt*), tutti accomunati dalla produzione di Neon, con l’eccezione del film tunisino *La Voce di Hind Rajab*.
La corsa alla miglior regia vede contrapporsi Chloe Zhao, unica donna in lizza, a Paul Thomas Anderson, Ryan Coogler, Guillermo del Toro e Jafar Panahi.
Il panorama televisivo è dominato da *The White Lotus* (sei candidature), seguito da *Adolescence* (cinque) e *Only Murders in the Building* e *Scissione* (quattro).
Sorprende l’assenza di fenomeni Netflix come *Stranger Things* e *Mercoledì*, sebbene Jenna Ortega ottenga una nomination per la recitazione.
Si fanno notare serie di nicchia come *The Diplomat* e *Nobody Wants This*, mentre Apple TV primeggia nel drammatico con *Pluribus*, *Slow Horses* e *Scissione*.
La commedia vede in lizza *Hacks*, *Abbott Elementary*, *The Bear* e *Only Murders*.
Una novità assoluta quest’anno è la consegna di un premio ai podcast.
Si prevede, inoltre, un riconoscimento al successo al botteghino, con una forte probabilità che vada a *Barbie* o a *Wicked*, consolidando un trend di premi basato sulla performance commerciale.
La cerimonia si preannuncia dunque ricca di sorprese e colpi di scena, pronta a segnare l’inizio di una nuova era per i Golden Globe.





