La valle d’Aosta si trova al centro di una polemica senza fine tra le istituzioni regionali e la società Cva, riguardante la gestione dei vertici aziendali. Il precedente presidente della Regione, Erik Lavevaz, e l’attuale assessore agli affari europei, Luciano Caveri, hanno dichiarato di non aver mai esercitato pressioni indebite su Cva, ma piuttosto di aver intrapreso un dialogo normale all’interno dei rapporti tra Regione, azionista e società.Secondo i due funzionari regionali, la polemica risale a tre anni fa, quando l’amministratore delegato di Cva, Giuseppe Argirò, e l’ex presidente di Finaosta, Nicola Rosset, discussero sui compensi dei vertici aziendali. A quell’epoca, Cva era uscita dalla gestione della società elettrica regionale Madia ed erano state fissate delle tabelle per i compensi degli amministratori.Tuttavia, il bando di nomina prevedeva che in caso di variazioni normative sui compensi, questi potessero essere oggetto di modifica. Fu su questa base che venne valutata l’opportunità di aumentare i compensi da parte dei vertici aziendali, presentando la proposta ai dirigenti regionali responsabili. Finaosta propose le dimissioni e la rinomina degli amministratori per adeguare i compensi, comprendendo le ragioni.Secondo Lavevaz e Caveri, non è stata percorsa questa strada, valutando l’illogicità della proposta. In seguito, sono partite delle guerre di pareri legali tra Finaosta e Cva, con il risultato che i possibili aumenti dei compensi non sono stati accolti, in quanto deciso dall’autonomia di Finaosta.Non siamo più stati coinvolti a causa del cambio di giunta e deleghe, ma ciò che rimane è la discussione sui contenuti reali come l’andamento del piano industriale ed il status economico degli amministratori.
Cva e Finaosta: la polemica sulla gestione dei vertici aziendali
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