Il Decreto Sicurezza sembra celare un messaggio ambiguo, che desta preoccupazione per la sua possibile implementazione nella società italiana. Il dubbio è se si tratti di creare una percezione di inquietudine artificiale o di mettere le basi per un controllo ancora più stretto su individui e comunità.Alcuni osservatori sostengono che il decreto non risponda a nessuna vera esigenza di ordine pubblico, ma sembra piuttosto essere un tentativo di limitare la libertà d’espressione e la capacità di dissentire da posizioni politiche e sociali dominanti. Ecco alcune delle principali critiche mosse al decreto:* La creazione di nuovi reati che potrebbero essere utilizzati per criminalizzare il dissenso politico o sociale, come ad esempio il “reato di propaganda ideologica”.* L’espansione dell’utilizzo della sorveglianza tecnologica a fini di controllo sociale.* La riduzione delle garanzie difensive per i cittadini nei confronti degli attacchi all’opinione pubblica e dei conflitti politici.È interessante notare che queste critiche non sembrano trovare riscontro nella realtà, almeno finora.
Decreto Sicurezza: un messaggio ambiguo per una società in fibrillazione?
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