lunedì, Aprile 15, 2024
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Dolce & Gabbana autunno inverno 2020-2021: CONTRASTI E LIBERTÀ FEMMINILE

Per l’autunno inverno 2020-2021 Dolce & Gabbana scavano nei ricordi e nel rigore del passato manifatturiero, aggiungendo la sfrontata malizia del presente e un pizzico di savoir-faire  che non ha tempo. L’arte dell’artigianalità ha un impatto molto forte in questa collezione e riesce ad esprimersi in modo davvero efficace.

Il total blak e l’arte di vestirsi e spogliarsi

L’uso prepotente del nero – il total blak è dominante nell’80% della presentazione – rievoca un’eleganza che non conosce senescenza, ma allo stesso tempo veste una solennità funerea volta (a nostra sensibilità) a voler quasi salutare definitivamente la perdita di alcuni mestieri. È una donna che decide quando e come mostrarsi, capace di uscire da casa infagottata dalla testa ai piedi da avvolgenti capi in maglia – dall’effetto tunica – con tanto di sciarpone che le incornicia il volto; oppure sfoggiare una mise nude dove le trasparenze, i minidress, lo chiffon, i corpetti e la biancheria intima si amalgamano e fondono in nome di una sensualità che non conosce epoca e timidezza.

I nuovi tre pezzi e i contrasti maschili

In questo equilibrio, dove gli opposti convivono in apparente serenità, anche i completi mostrano due diverse identità in perfetto contrappeso con quanto sopra citato. A tal proposito la combinazione shorts e maglione di lana del medesimo materiale, lavorazione e colore sono i nuovi gemelli e si completano con i capispalla o i cappotti delle identiche caratteristiche.

Il risultato è un tre pezzi che sfida le regole più rigide del bon ton. In contrasto sfilano anche i completi dal taglio maschile- dalle linee morbide e ingentiliti da applicazioni floreali. Non mancano i pois, i merletti, le coppole, le maglie a rete… da sempre elementi distintivi del marchio. 

Voglia e concetto di libertà

Con questa collezione il duo stilistico ha voluto rendere omaggio ai contrasti e alla libertà femminile; la loro è una donna libera di essere sensuale, ma comoda. Libera di essere audace, irriverente, spregiudicata nell’aspetto, ma rispettosa di se stessa e del suo passato nella materia e nell’animo. Libera di essere ciò che si sente dentro un doppiopetto. Libera di indossare biancheria intima maschile per dimostrare che i veri “attributi” sono altri. Libera di sentirsi forte, ma anche fragile. Bella come un fiore e nello specifico come una rosa rossa simbolo di passione e di audacia, ma non priva di spine. 

Salvatore Paglia
Vivere senza banalità? Uno scopo. Smettere di mangiare il salato dopo il dolce? Una sfida perenne. L’amore per la scrittura? Un incontro senza colpo di fulmine, sfociato in un’inarrestabile passione e caratterizzato da “licenze poetiche”. Ciò che mi riesce bene? Regalare sorrisi agli estranei, rimpinzarmi di schifezze sul divano vestito come se dovessi andare alla Scala e perdermi negli occhi di anziani e bambini.
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