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MIMIT: 27 intese salvano 14.260 posti di lavoro e rilanciano l’industria

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Nel corso del 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha operato un’azione di regia strategica attraverso 27 intese mirate, concretizzate in accordi di reindustrializzazione e in piani di risanamento produttivo strutturati.

Questa attività, con una frequenza media di un’intesa ogni quindici giorni circa, ha rappresentato un intervento cruciale per la salvaguardia e la stabilizzazione di un capitale umano significativo, pari a oltre 14.260 addetti.
Il risultato, come emerge da un resoconto ministeriale, testimonia un impegno attivo per la risoluzione di crisi aziendali complesse e per la promozione di un’economia italiana resiliente e competitiva.
L’approccio metodologico adottato dal MIMIT si è distinto per un coinvolgimento proattivo di tutti gli stakeholder rilevanti: rappresentanti sindacali, management aziendale, istituzioni locali e finanziatori.

Questo dialogo costruttivo ha permesso di analizzare le criticità profonde che hanno portato alla crisi, identificando soluzioni personalizzate e sostenibili nel tempo.

Le intese non si sono limitate a misure emergenziali, come la cassa integrazione, ma hanno mirato a promuovere investimenti in innovazione tecnologica, riorganizzazione dei processi produttivi, accesso a nuovi mercati e la creazione di sinergie con altre realtà industriali.
Tra le vertenze risolte con successo spiccano nomi di aziende emblematiche per il tessuto economico nazionale.

Il caso La Perla, ad esempio, ha visto un percorso di ristrutturazione che ha garantito la continuità di un marchio di eccellenza nel settore della moda, con un focus sulla valorizzazione del Made in Italy.

Per Beko, l’intesa ha previsto un piano di riconversione industriale volto a migliorare l’efficienza produttiva e a rafforzare la posizione competitiva sul mercato europeo.
Coin, leader nel settore della logistica, ha beneficiato di un sostegno per l’implementazione di soluzioni innovative e per l’espansione delle proprie attività a livello internazionale.
Il caso del Gruppo Dema, operante nel settore dell’impiantistica industriale, ha richiesto un intervento specifico per la gestione del debito e per la ricerca di nuovi finanziamenti.
Diageo, gigante del beverage, ha visto un piano di ottimizzazione della supply chain e di riduzione dei costi operativi.

Speedline, Jabil, Venator e Adriatronics hanno ciascuna beneficiato di percorsi personalizzati che hanno affrontato problematiche specifiche, legate a fattori di mercato, tecnologici e finanziari.
L’attività di gestione dei tavoli di crisi del MIMIT non si configura come un semplice intervento di supporto, ma come una leva strategica per la reindustrializzazione del Paese, volto a rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, a preservare l’occupazione e a promuovere la crescita economica sostenibile.
Il successo di queste intese dimostra l’importanza di un approccio proattivo e collaborativo nella gestione delle crisi aziendali, capace di trasformare le sfide in opportunità di crescita e innovazione.

Si tratta di un modello che, se ulteriormente sviluppato e consolidato, potrà contribuire in modo significativo alla costruzione di un futuro industriale più solido e resiliente per l’Italia.

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