L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha recentemente comminato sanzioni pecuniarie significative, superando i 500.000 euro, a diverse società di call center operanti nel delicato settore dell’energia e delle telecomunicazioni.
Le aziende coinvolte – Titanium Srl, Fire Srl.
, J.
Wolf Consulting Srl, Nova Group Srl, Communicate Srl ed Entiende Srl – sono state ritenute responsabili di pratiche commerciali scorrette che hanno ingannato i consumatori e violato i principi fondamentali della trasparenza e della correttezza nelle relazioni contrattuali.
Le sanzioni, così ripartite, riflettono la gravità delle irregolarità riscontrate: 160.000 euro in solido per Titanium Srl e Fire Srl, 120.000 euro per J.
Wolf Consulting Srl, 80.000 euro per Nova Group Srl, 40.000 euro per Communicate Srl e, ulteriormente, 120.000 euro a carico di Entiende Srl.
Questa articolazione delle sanzioni sottolinea la varietà e la complessità delle pratiche ingannevoli impiegate.
L’analisi dell’Antitrust ha rivelato un quadro preoccupante: le società hanno sistematicamente adottato strategie di *teleselling* caratterizzate da una marcata asimmetria informativa, sfruttando la vulnerabilità dei consumatori e la loro scarsa conoscenza dei meccanismi di mercato.
L’inganno si manifestava attraverso una serie di artifici retorici e manipolativi, finalizzati a creare un senso di urgenza e a persuadere le vittime a sottoscrivere contratti non desiderati o svantaggiosi.
Nel comparto energetico, gli operatori si spacciavano per funzionari di enti regolatori o di servizi di assistenza per le bollette, comunicando falsi aumenti tariffari imposti dall’autorità o simulando difficoltà nel processo di cambio fornitore.
Questa tattica mirava a instillare paura e a convincere i consumatori a migrare verso un nuovo fornitore, promettendo soluzioni immediate a presunti problemi.
Parallelamente, nel settore delle telecomunicazioni, gli addetti ai call center si presentavano come esponenti tecnici o amministrativi dell’operatore esistente, preannunciando falsi disservizi imminenti o la scadenza di offerte vantaggiose.
La promessa di evitare rincari futuri tramite l’attivazione di una nuova offerta, con condizioni apparentemente eccezionali, si è poi rivelata una trappola per l’utente.
La condotta delle società ha violato non solo le norme sulla trasparenza contrattuale, ma anche i principi di correttezza e lealtà che devono improntare le pratiche commerciali.
L’utilizzo di false identità, la manipolazione delle informazioni e la creazione di un clima di paura hanno gravemente compromesso il diritto dei consumatori a prendere decisioni consapevoli e informate.
Questa azione dell’Antitrust evidenzia la necessità di una vigilanza costante e di un’attività di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori, per contrastare l’utilizzo di tecniche di vendita aggressive e ingannevoli, che possono causare danni economici e psicologici significativi.
La tutela della correttezza del mercato e la salvaguardia dei diritti dei consumatori rimangono priorità assolute per l’Autorità Garante.





