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Stablecoin: rischio di corsa agli sportelli digitali e stabilità finanziaria

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Le stablecoin, strumenti finanziari ibridi che mirano a conciliare i vantaggi delle criptovalute con la stabilità monetaria, rappresentano un’innovazione tecnologica potenzialmente trasformativa per i sistemi di pagamento globali.
Tuttavia, la loro rapida diffusione e crescente rilevanza sollevano interrogativi significativi riguardo alla resilienza del sistema finanziario e al ruolo delle banche commerciali.
Come evidenziato da Piero Cipollone, figura di spicco nel progetto dell’euro digitale presso la Banca Centrale Europea, una dipendenza eccessiva dalle stablecoin potrebbe esacerbare le vulnerabilità sistemiche.
Il fulcro del rischio risiede nella potenziale “corsa agli sportelli” digitali, un fenomeno analogo a quello che può verificarsi con le banche tradizionali.

Se gli investitori perdono fiducia in una stablecoin, o percepiscono un aumento del rischio associato, potrebbero innescare un movimento di disinvestimento massiccio.

Questo deflusso di capitale, a differenza dei prelievi fisici da una banca, avviene in tempo reale e a velocità esponenziale, generando un’accelerazione del panico e amplificando la volatilità.
Le stablecoin, per mantenere la loro stabilità, sono generalmente collateralizzate da riserve di asset, come valute fiat (dollari, euro), titoli di stato o altre criptovalute.
La trasparenza e la qualità di queste riserve sono cruciali per la fiducia degli investitori.

Qualora emergessero dubbi sulla composizione o sulla valutazione di queste riserve, potrebbe innescarsi una reazione a catena.

L’impatto di una crisi delle stablecoin non si limiterebbe al mercato delle criptovalute.
Il rischio è che il deflusso di capitale si riversi sui depositi bancari, destabilizzando il sistema bancario tradizionale.

Le banche, già impegnate a gestire l’evoluzione del panorama dei pagamenti digitali e la crescente concorrenza di nuovi operatori, si troverebbero a fronteggiare un’improvvisa carenza di liquidità.

Ciò potrebbe costringerle a ridurre il credito, impattando negativamente sull’economia reale.
La questione solleva, quindi, un dibattito cruciale: come bilanciare l’innovazione finanziaria con la necessità di garantire la stabilità del sistema? Una risposta efficace richiede una regolamentazione ponderata e proporzionata, che tenga conto della natura transfrontaliera delle stablecoin e delle loro interconnessioni con il sistema finanziario globale.

La trasparenza delle riserve, la governance robusta e la capacità di affrontare situazioni di stress sono elementi chiave per mitigare i rischi e promuovere un ecosistema di stablecoin sicuro e sostenibile.
L’evoluzione dell’euro digitale, in questo contesto, potrebbe offrire un modello di stablecoin regolamentato e gestito da un’istituzione centrale, offrendo una valida alternativa al panorama attuale.

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