Il mercato energetico europeo si presenta caratterizzato da una significativa flessione dei prezzi del gas naturale, attestati in apertura di seduta sotto la soglia dei 40 euro per megawattora. Gli addensamenti speculativi sono alimentati dall’attesa degli sviluppi delle trattative di pace tra Russia e Ucraina, così come dalla puntuale introduzione dei dazi imposti dagli Stati Uniti sulla sola importazione russa di petrolio.In particolare, le quotazioni a Amsterdam hanno segnato un calo del 3,7% rispetto alla precedente chiusura, attestandosi a 39,75 euro al megawattora. Una tale dinamica, peraltro, è stata più volte enfatizzata dagli analisti della materia che temono un possibile rallentamento dell’economia europea. Infatti, l’incremento dei costi energetici potrebbe portare a una riduzione significativa delle richieste di gas da parte dell’industria, aggravando ulteriormente il quadro generale del mercato.L’influenza negativa esercitata dalle sanzioni è destinata ad accentuarsi in quanto le stesse non solo penalizzano la produzione e l’esportazione russa ma anche le transazioni commerciali interne, a vantaggio dei maggiori fornitori di gas. La Germania ed il Regno Unito potrebbero soffrire in modo particolare per la mancanza del petrolio, al fine di rispondere alle nuove sanzioni europee.Il futuro del settore energetico si presenta perciò contrassegnato da una incertezza senza precedenti. Nonostante le previsioni dei mercanti e degli analisti di professione, l’industria deve sforzarsi maggiormente nell’ottimizzare l’efficienza ed i costi energetici al fine di assicurare un futuro economicamente più stabile.Nonostante il ribaltamento del prezzo che avverrà a causa dell’introduzione dei dazi, in virtù delle previsioni dei maggiori analisti della materia, l’incremento di richiesta potrebbe portare a nuove fluttuazioni sul mercato energetico.
Elezioni e Mercati: Inquietudine per il futuro del settore energetico
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