“Elezioni politiche in India: tensioni e polemiche nella corsa al voto”

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Domani in India si terranno le elezioni politiche generali, un momento cruciale per il futuro del paese. I cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere altri 49 dei 543 parlamentari della Lok Sabha, con i seggi aperti in otto stati diversi. Tra i candidati di rilievo nazionale che si contenderanno i voti vi sono figure come Rahul Gandhi, leader dell’opposizione indiana e candidato nel collegio di Rae Bareli, Rajnath Singh, ministro alla Difesa in corsa per Lucknow, Piyush Goyal, ministro al Commercio candidato a Mumbai Nord e l’ex governatore del Jammu e Kashmir Omar Abdullah. Le tensioni politiche sono palpabili in quest’ultima fase della campagna elettorale, con il premier Modi che attacca duramente il partito del Congresso definendo il suo manifesto elettorale di impostazione maoista. Modi va addirittura oltre sostenendo che se il Congresso dovesse tornare al potere distruggerebbe il tempio di Ram ad Ayodhya con i bulldozer. In risposta, il presidente del partito del Congresso Kharge ha ribadito la propria posizione contraria a tali azioni estreme sottolineando che non fanno parte della loro linea politica e promettendo un cambiamento epocale: se la coalizione I.N.D.I.A dovesse vincere le elezioni, aumenterà le razioni mensili di alimenti per le famiglie bisognose.Ma le polemiche non si limitano ai due principali blocchi politici: un duro colpo è stato inferto all’Aap, il partito di Arvind Kejriwal governatore di Delhi. Kejriwal è stato accusato di essere coinvolto in uno scandalo legato alla corruzione nella concessione delle licenze per gli alcolici. Nonostante sia stato rilasciato dalla Corte Suprema per poter continuare la sua campagna elettorale, l’Enforcement Directorate ha richiesto l’incriminazione dell’intero partito mettendo a rischio i suoi fondi e la sua credibilità agli occhi degli elettori. La scelta dei cittadini indiani sarà determinante per delineare il futuro politico ed economico del Paese nei prossimi anni.

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