Federica Brignone, la regina degli sci alpini italiani che ha dominato la scena internazionale con una stagione da incubo, si preparava a chiudere i battiti cardiaci di una carriera incalzata dalle cronache sportive. La sua impresa più recente, l’imprescindibile vittoria in Coppa del Mondo, era sembrata segnare la conclusione di un percorso affollato da successi ed emozioni, ma la sorte aveva già cominciato a mostrare i primi sintomi di malaugurio. Un’incidente ai Campionati italiani in Val di Fassa – un luogo dove l’amore per lo sci alpino era diventato una seconda natura per lei – aveva cambiato improvvisamente il corso degli eventi, interrompendo la marcia trionfale della sua stagione.La caduta che l’aveva colpita non era stata casuale: era come se la stessa sorte, con un pizzico di malizia, stesse cercando di stroncare, in un attimo, il fulgore della sua vittoria. E allora il medico aveva pronunciato quelle parole terribili: una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra; un danno che sembrava destinare a cancellare le prospettive di gloria, persino l’impensabile vittoria in una delle discipline più prestigiose dei Giochi di Milano-Cortina.L’eco della notizia si era rapidamente diffusa, come se ogni persona avesse la sensazione che, per Federica Brignone, l’attesa di quegli eventi non fosse più solo emozione ma anche preoccupazione. La strada del recupero sarebbe stata lunga e difficile, intersecata da dubbi e timori su come riprendere il volo. Ma la vera domanda era se la sua determinazione e le sue qualità di atleta avrebbero potuto farla riaffacciare sulla scena internazionale.La stagione era ormai ai titoli della storia, ma una questione si poneva con urgenza: che cosa sarebbe accaduto alle sue ambizioni? La sua leggenda sembrava essere lì lì per essere cancellata da un evento inaspettato. La risposta non sarebbe venuta subito. Ma, per lei e i suoi sostenitori, ciò che importava era la capacità di affrontare una sfida imprevista, quella più profonda e più umana: riuscire a reagire.
Federica Brignone il destino della sua leggenda tra emozione e preoccupazione.
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