Giancarlo Cauteruccio, figura poliedrica e innovatrice nel panorama artistico italiano, si è spento in Calabria, la terra natale che aveva lasciato giovane per approdare a Firenze, città che ne ha accolto l’evoluzione creativa.
Nato a Marano Marchesato (Cosenza) il 2 luglio 1946, Cauteruccio ha lasciato un’eredità composita, tessuta di ricerca teatrale, sperimentazione scenografica e una visione originale del rapporto tra arte, tecnologia e performance.
La sua formazione, affondata nelle discipline dell’arte e dell’architettura, si è tradotta in una capacità unica di concepire lo spazio scenico non come mero contenitore, ma come elemento attivo e trasformativo.
Questa sensibilità lo ha portato, nel 1977, a fondare a Firenze “Il Marchingegno”, un gruppo che ha esplorato nuove forme di performance, sfidando le convenzioni e portando le sue opere in sedi prestigiose come il Politecnico di Torino, il Museo d’Arte Moderna di Roma e il Rondò di Bacco a Palazzo Pitti.
Le sue creazioni, spesso immersive e multisensoriali, interrogavano il ruolo dello spettatore e la natura stessa della rappresentazione.
Un punto di svolta nella sua carriera è stato il 1982, con la nascita del Gruppo di ricerca teatrale Multimedia Krypton – successivamente evoluto in Teatro Studio Krypton. Krypton si distinse come una delle prime compagnie italiane a integrare le nuove tecnologie nel linguaggio teatrale, aprendo la strada a un teatro d’arte che mescolava video, luci, suoni e performance dal vivo.
Le sue numerose regie, programmate in circuiti nazionali e internazionali, hanno contribuito a definire un nuovo canone estetico e performativo, stimolando una riflessione critica sul rapporto tra arte e società.
La sua influenza culturale è stata riconosciuta anche attraverso il cordoglio espresso dalla sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, e dall’assessora toscana alla cultura, Cristina Manetti.
Quest’ultima ha sottolineato come Cauteruccio abbia radicalmente rinnovato i linguaggi della scena, fondendo teatro, arti visive, musica e tecnologia in un’unica, vibrante espressione artistica.
Un aneddoto significativo rivela il suo contributo alla nascita dell’immaginario sperimentale dei Litfiba, con i quali collaborò ai loro esordi, in una celebre cantina in via dei Bardi.
Dal 1992, in qualità di direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, Cauteruccio ha dedicato la sua energia a creare un luogo di sperimentazione, formazione e apertura internazionale, un vero e proprio laboratorio dove artisti e spettatori potevano confrontarsi con le nuove frontiere dell’arte contemporanea.
La sua visione ha contribuito a consolidare il Teatro Studio come un punto di riferimento imprescindibile per il teatro di ricerca e la promozione di nuove generazioni di artisti.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale italiano, ma la sua opera continua a ispirare e a stimolare nuove forme di espressione artistica.






