“Immagini di Impero: Potere, Bellezza e Memoria nell’Antichità Romana” è la nuova mostra che il Museo Archeologico di Firenze ospita fino al 9 aprile 2026, un’immersione nella complessa relazione tra immagine, potere e identità nell’epoca romana.
L’esposizione, frutto di una significativa collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico fiorentino, riunisce circa venti manufatti di eccezionale significato simbolico, attorno a quattro figure chiave: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia – emblemi della dinastia dei Severi – e una raffinata testa di Venere, un tempo parte delle collezioni granducali medicee, simbolo di bellezza ideale e divinità protettrice.
La mostra non si limita a una semplice esposizione di opere d’arte, ma si propone come un percorso interpretativo che esplora come l’arte romana abbia utilizzato l’immagine per consolidare e perpetuare il potere imperiale.
I ritratti imperiali, veicolati su monete, medaglioni e gemme, non erano meri rappresentazioni fisiche, ma strumenti di propaganda sofisticati, finalizzati a comunicare continuità dinastica, legittimità e autorità divina.
Ogni dettaglio – l’espressione, l’abbigliamento, gli attributi – era attentamente studiato per trasmettere un messaggio preciso all’élite dominante e all’intero impero.
Oltre ai ritratti, l’esposizione presenta una ricca selezione di oggetti preziosi: anelli, collane d’oro, e una maestosa testa d’aquila, evocazione della potenza di Giove, il re degli dei, a cui i Romani associavano la propria grandezza.
La presenza di Venere, dea dell’amore e della bellezza, sottolinea l’importanza dell’estetica come elemento cruciale nella costruzione dell’immagine del potere.
L’ideale di bellezza femminile, incarnato dalla dea, si sovrapponeva alla figura dell’imperatore, creando un’aura di sacralità e perfezione.
Un elemento di particolare rilievo è rappresentato dagli interventi di restauro, curati dall’Opificio delle Pietre Dure, che hanno restituito al pubblico la magnificenza del ritratto bronzeo del ‘Probo’, imperatore noto per la sua disciplina e integrità, e della testa di Venere, permettendo di apprezzarne appieno la finezza dei dettagli e la maestria tecnica.
Come sottolinea Massimo Osanna, direttore generale Musei, il progetto “Immagini di Impero” riflette una visione comune tra istituzioni culturali che riconoscono il valore della collaborazione per creare narrazioni condivise e generare nuove prospettive.
Daniele Federico Maras, direttore del Museo Archeologico, ha definito la partnership tra Brescia e Firenze un’occasione unica per contestualizzare i ritratti imperiali – Severo, Probo e Claudio II il Gotico – e la testa di Venere, in un percorso espositivo che ne illumina il significato storico, artistico e propagandistico, integrando sculture bronzee, monete, gemme e altri manufatti preziosi che testimoniano l’uso pervasivo dell’immagine come strumento di potere nella Roma antica.
La mostra, quindi, non è solo un’esposizione di opere d’arte, ma un viaggio nella mente e nella società dell’antica Roma, un’epoca in cui l’immagine era potere, bellezza e memoria.







