Un’operazione complessa e di ampio respiro ha portato a una serie di perquisizioni coordinate dalla Digos in diverse città italiane, culminando nell’arresto a Genova di Mohammed Hannoun, figura di spicco dell’Associazione dei Palestinesi d’Italia e presidente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABS).
Le indagini, incentrate sui presunti flussi finanziari diretti a sostegno di Hamas, hanno coinvolto sedi dell’associazione a Genova, Milano e Roma, oltre a numerose abitazioni private a Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza, Lodi e Sassuolo (Modena).
L’intensità dell’operazione, e le elevate somme di denaro sequestrate, evidenziano la gravità delle accuse.
A oggi, sono stati individuati e messi in sicurezza quasi due milioni di euro, non solo presso la sede centrale dell’ABS, ma anche all’interno delle abitazioni degli individui sospettati di aver partecipato alla rete di finanziamento.
Un quantitativo significativo, pari a 560.000 euro, è stato scoperto abilmente occultato in un compartimento segreto all’interno di un garage situato a Sassuolo, a testimonianza della meticolosa pianificazione volta a eludere i controlli.
Oltre al denaro contante, le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici di notevole interesse investigativo.
Computer, abilmente nascosti in un’intercapedine di una parete in un alloggio situato in provincia di Lodi, e altri supporti digitali, sono ora oggetto di un’analisi forense approfondita che si preannuncia cruciale per ricostruire le dinamiche e tracciare i percorsi finanziari.
Un elemento particolarmente significativo è stato rinvenuto presso l’abitazione di uno degli indagati: una bandiera di Hamas, simbolo di un’affiliazione ideologica che intensifica la gravità delle accuse.
La scoperta di materiale riconducibile all’organizzazione, che va oltre la mera propaganda, rivela un coinvolgimento più profondo.
Accanto a opuscoli e materiale informativo sul movimento islamista, è stata sequestrata una chiavetta USB contenente “anāshīd”, canti corali di tradizione islamica, spesso utilizzati in contesti celebrativi e propagandistici legati a Hamas.
L’utilizzo di questi canti, veicolo di messaggi e valori, rafforza il quadro di una rete strutturata e attiva nel promuovere l’ideologia e le attività dell’organizzazione.
L’operazione, in corso, è destinata a svelare ulteriori dettagli e a far luce sull’organizzazione e sulle modalità operative di questa presunta rete di sostegno finanziario a Hamas.

