L’arresto segna l’epilogo di una spirale criminale che ha insidiato la tranquillità del centro storico spezzino.
Un uomo, cittadino tunisino e privo di un domicilio certo, è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale, e prontamente eseguita dalla squadra mobile della Questura.
L’uomo è ora sotto inchiesta per una lunga serie di reati, ventisette in totale, che spaziano da furti aggravati a tentati, consumati nell’arco di pochi mesi.
L’attività investigativa, complessa e articolata, ha portato alla luce un modus operandi ben preciso, caratterizzato da azioni rapide ed efficaci, mirate a colpire esercizi commerciali di vario genere, spesso presi di mira durante le ore di minor affluenza.
L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, agiva prevalentemente da solo, sfruttando la sua capacità di muoversi agilmente nell’ambiente urbano e la sua apparente invisibilità, elemento che rendeva più difficoltoso il suo riconoscimento e la sua identificazione.
La ricostruzione dei fatti si basa su una vasta mole di elementi raccolti dagli agenti, tra cui immagini di videosorveglianza, testimonianze e la scrupolosa analisi dei luoghi dei furti, che hanno permesso di individuare schemi ricorrenti e collegare gli episodi tra loro.
L’importanza della denuncia da parte delle vittime è stata cruciale per il successo dell’indagine, sottolineata dalla Questura, che evidenzia come la collaborazione delle parti offese sia un fattore determinante per contrastare efficacemente la criminalità.
L’arresto non è solo un adempimento di giustizia nei confronti dei commercianti danneggiati, ma rappresenta anche un segnale forte per la comunità spezzina, che è stata ripetutamente turbata da questi atti criminosi.
Le indagini proseguono per accertare eventuali complici o collegamenti con altre attività illecite, mentre la custodia cautelare in carcere mira a garantire che l’indagato non possa reiterare comportamenti simili e che la giustizia possa fare il suo corso, accertando la responsabilità dell’uomo e quantificando il danno causato alle vittime.
L’evento solleva, inoltre, interrogativi più ampi relativi alla gestione dei flussi migratori e all’integrazione sociale, temi che richiedono un’attenzione costante e soluzioni strutturali per prevenire fenomeni di marginalità e devianza.






