Genova affronta una revisione radicale della sua politica del verde urbano, mettendo in discussione la presenza delle iconiche palme che, per decenni, hanno caratterizzato il paesaggio cittadino.
L’incidente recente, con la caduta di una palma infestata dal punteruolo rosso in prossimità di un passante a Nervi, ha catalizzato l’attenzione su una vulnerabilità strutturale che esula da una semplice emergenza.
La sindaca Silvia Salis, affiancata dall’assessora al Verde urbano Francesca Coppola e dalla direttrice generale di Aster, Francesca Aleo, ha annunciato l’avvio di una profonda riorganizzazione del sistema di gestione del verde pubblico.
La decisione di riconsiderare la presenza delle palme non è dettata unicamente da preoccupazioni per la sicurezza pubblica, ma riflette una consapevolezza più ampia riguardo all’adattamento del tessuto urbano ai cambiamenti climatici in atto.
L’assessora Coppola sottolinea come le palme, pur rappresentando un elemento di pregio estetico e botanico, si dimostrino sempre meno adatte alle mutate condizioni ambientali, evidenziando una crescente difficoltà di resilienza.
Questo solleva interrogativi fondamentali sulla sostenibilità a lungo termine di specie alloctone, impiantate in contesti che ne alterano progressivamente l’habitat naturale.
La sindaca Salis ha esplicitamente richiesto la costituzione di una task force dedicata alla cura e alla messa in sicurezza del patrimonio arboreo, auspicando un passaggio da una gestione emergenziale a un approccio sistemico e programmato.
Questa nuova filosofia implica investimenti mirati in risorse umane specializzate e strumenti operativi avanzati, capaci di monitorare costantemente lo stato di salute degli alberi e di intervenire preventivamente.
Si tratta di un cambio di paradigma che mira a superare la logica del “taglia e cuci”, sostituendola con una visione strategica orientata alla creazione di un sistema di gestione del verde stabile, trasparente e orientato al futuro.
L’esempio dei giardini di piazzale Rusca, dove è stata disposta la transennatura precauzionale di una porzione dell’area in attesa di verifiche specifiche, illustra l’applicazione concreta di questo nuovo approccio.
Il monitoraggio delle palme, già avviato, è stato intensificato nelle zone più sensibili come Nervi, il Porto Antico e Pegli, con l’obiettivo di estenderlo a tutta la città.
L’introduzione di piante autoctone, capaci di meglio adattarsi alle condizioni climatiche locali e di contribuire alla biodiversità urbana, rappresenta un elemento centrale di questa nuova strategia.
Questo implica non solo la sostituzione di specie vulnerabili, ma anche la riqualificazione degli ecosistemi urbani, creando spazi verdi più resilienti e capaci di offrire benefici ambientali e sociali.
La sfida per Genova è quella di reinventare il suo paesaggio urbano, conciliando l’eredità del passato con le esigenze del futuro, per una città più verde, sicura e in armonia con l’ambiente circostante.







