A Genova, l’ambizioso progetto di ammodernamento del sistema di raccolta rifiuti, avviato con l’installazione di cassonetti “smart” a svuotamento bilaterale e dotati di sistemi di rilevamento utenze, si rivela un percorso costellato di criticità e risultati parziali.
A distanza di anni dall’inizio dell’iniziativa, i dati presentati dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu in risposta all’interrogazione del consigliere comunale Lorenzo Garzarelli dipingono un quadro di investimenti consistenti, circa 30 milioni di euro complessivi, con un impatto tangibile limitato.
Il piano, ereditato dall’amministrazione precedente, mirava a ottimizzare la raccolta differenziata, concentrando l’installazione dei nuovi contenitori lungo le principali arterie urbane.
Tuttavia, ad oggi, solo una frazione dei 26.000 cassonetti previsti – a malapena 5.400 – ha trovato collocazione in quartieri come Staglieno, Oregina, Albaro e Nervi, con aree come la Foce ancora sprovviste.
Nonostante la presenza dei nuovi contenitori, l’aumento della percentuale di raccolta differenziata si è attestato attorno al 3% annuo, raggiungendo un dato complessivo del 53%.
Questo risultato, pur rappresentando un miglioramento, si discosta significativamente dall’obiettivo legislativo del 65%, evidenziando una lacuna tra le aspettative e i risultati concreti.
Un’analisi approfondita dei costi rivela una spesa considerevole: 6,6 milioni di euro nel 2022, 7,7 milioni nel 2023 e 2,3 milioni nel 2024, a cui si aggiungono le spese per l’acquisto di veicoli specificamente progettati per gestire i nuovi cassonetti.
L’assessora Pericu ha sottolineato una carenza strutturale nel progetto: l’assenza di una fase di sperimentazione preliminare, che avrebbe permesso di valutare l’efficacia delle soluzioni adottate e di apportare eventuali correzioni in corso d’opera.
Di fatto, si è trattato di una sostituzione di cassonetti esistenti senza una reale implementazione delle funzionalità avanzate, in particolare la tariffazione puntuale, uno degli elementi chiave per incentivare comportamenti più virtuosi da parte dei cittadini.
Il consigliere Garzarelli ha espresso preoccupazione per la gestione delle risorse pubbliche, definendo l’iniziativa un “fallimento” che grava sui cittadini e non raggiunge gli obiettivi prefissati.
L’imperativo ora è quello di intraprendere un percorso di revisione e miglioramento del progetto, che tenga conto delle criticità emerse e che coinvolga attivamente la comunità locale per garantire un sistema di raccolta rifiuti più efficiente, sostenibile e in linea con le reali esigenze del territorio.
La sfida è quella di trasformare un investimento significativo in un’opportunità concreta per migliorare la qualità della vita a Genova.








