Nella notte, un episodio inquietante ha scosso la zona industriale di Genova Cornigliano, in prossimità dell’ex stabilimento Ilva.
Un ritrovamento, avvenuto nelle immediate vicinanze della portineria, ha portato alla luce un pacco contenente una miscela di oggetti potenzialmente pericolosi e simboli di forte valenza ideologica.
La scoperta, fatta da una guardia giurata durante il suo turno, ha immediatamente innescato un’azione coordinata delle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenute volanti, la Divisione Investigazione Generale e Operazioni Speciali (Digos) e un’unità di artificieri, i quali hanno proceduto con estrema cautela alla messa in sicurezza del materiale.
L’inventario del pacco rivelava un carico allarmante: due bottiglie molotov, sassi, bulloni, fumogeni e uno striscione recante messaggi di protesta rivolti al forno elettrico.
Analisi successive hanno confermato che le bottiglie, sebbene strutturate per simulare un ordigno incendiario, risultavano vuote, prive del combustibile necessario per l’innesco.
Questa apparente mancanza di materiale infiammabile non diminuisce, però, la gravità dell’accaduto, che testimonia un tentativo di intimidazione e un potenziale rischio di escalation.Particolare attenzione è stata rivolta alla presenza della sigla “Acab” (All Cops Are Bastards), un’espressione che affonda le sue radici in sottoculture antagoniste e che evidenzia una chiara ostilità nei confronti delle forze dell’ordine.
La scelta di questa sigla, unitamente alla natura degli oggetti ritrovati, suggerisce un’azione premeditata e ideologica, probabilmente legata a contestazioni ambientali o sociali.
L’area in cui è stato rinvenuto il pacco, si apprende da fonti investigative, non risulta essere monitorata da sistemi di videosorveglianza, elemento che rende più complesso l’identificazione degli autori.
La Digos ha avviato un’indagine approfondita per ricostruire la dinamica dei fatti, identificare i responsabili e accertare eventuali collegamenti con gruppi o movimenti organizzati.
L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza del sito industriale, considerato un’area sensibile per la sua storia complessa e per le ripercussioni socio-economiche che le sue vicende hanno sulla comunità locale.
Al di là della mera valutazione dell’atto vandalico, si pone la questione della necessità di rafforzare i controlli e di promuovere un dialogo costruttivo tra le istituzioni, le aziende e la cittadinanza, al fine di prevenire il verificarsi di simili episodi e di tutelare la convivenza pacifica.
L’indagine è in corso e si prospetta un esame approfondito degli elementi raccolti, anche alla luce di contesti sociali più ampi e di dinamiche di protesta che caratterizzano il territorio.







