La notte genovese si accende di speranza e impegno civile con una fiaccolata dal cuore pulsante di Music For Peace, in via Balleydier, verso il suggestivo scenario del porto antico.
Un corteo luminoso, carico di significato, accompagnerà una delegazione di volontari e portuali genovesi, membri dei Calp, a procedere con la simbolica imbarco di una porzione delle imponenti 280 tonnellate di aiuti alimentari raccolti.
Queste provviste, un faro di solidarietà, prenderanno il largo dalla zona di Ponte Parodi, destinate a un viaggio verso Catania, punto di convergenza con la più ampia flottiglia “Global Sumud”, determinata a contrastare il blocco navale che soffoca l’accesso degli aiuti umanitari verso Gaza.
L’evento, animato da una partecipazione popolare straordinaria, riflette un profondo sentimento di urgenza e responsabilità.
Collettivi studenteschi, rappresentanze politiche, comitati civici e singoli cittadini si uniranno in un abbraccio collettivo, culminando nell’area dell’Expo, dove la benedizione impartita da Monsignor Tasca impreziosirà l’operazione.
La presenza della Sindaca di Genova, Silvia Salis, testimonia l’importanza che l’amministrazione comunale attribuisce a questa iniziativa di portata globale.
La logistica dell’operazione è complessa e ingegnosa.
Una parte significativa del cibo, accuratamente confezionato in scatoloni da 20 chili, destinati a garantire il sostentamento di una famiglia per una settimana, è già in transito su strada, guidata da una rete di volontari.
Un gesto di generosità si aggiunge al sostegno materiale: il Gruppo Spinelli ha messo a disposizione due container, il cui trasporto gratuito su una nave Grimaldi permetterà di raggiungere il porto di Catania, cruciale snodo per la prosecuzione del viaggio verso Gaza.
Questa iniziativa non è solo un gesto di soccorso immediato, ma anche un atto di sfida, un monito alla comunità internazionale affinché rispetti il diritto fondamentale alla vita e all’accesso agli aiuti umanitari.
La flottiglia, un mosaico di speranze provenienti da diverse nazioni, incarna un desiderio comune di pace e giustizia, un messaggio potente che si leva dalle acque del Mediterraneo, un appello alla risoluzione di un conflitto che continua a mietere vittime innocenti.
Il gesto genovese si configura come un tassello fondamentale di una catena di solidarietà che si estende oltre i confini geografici, un’espressione tangibile dell’impegno umano a non abbandonare chi soffre.