Genova: la comunità iraniana manifesta per la libertà.

Nella vibrante cornice di Piazza Matteotti, a Genova, si è levata la voce di una comunità ferita e determinata: gli iraniani espatriati, un tessuto umano complesso e variegato, uniti dalla comune aspirazione a un futuro di libertà e giustizia.

La manifestazione, un’eco tangibile delle rivolte che infiammano l’Iran, ha visto protagonisti studenti universitari – la più numerosa comunità studentesca straniera in Italia – affiancati da membri della diaspora storica, e da cittadini genovesi mossi da un profondo sentimento di solidarietà.
Lungi dall’essere un mero atto di protesta, l’evento ha rappresentato una potente dichiarazione di identità culturale e un grido di speranza in farsi e persiano, lingue cariche di significato e risentimenti.
Gli slogan, intrisi di dolore e di rabbia, invocavano la fine della dittatura e la caduta del regime guidato da Khamenei, un sistema politico accusato di violazione sistematica dei diritti umani e di repressione brutale delle voci dissidenti.

La presenza politica, seppur limitata, non ha impedito che l’attenzione si concentrasse sulla forza e sulla resilienza della comunità iraniana.
Il governatore Marco Bucci, attraverso un messaggio letto dall’assessore Paolo Ripamonti, ha voluto esprimere solidarietà e riconoscimento al coraggio degli espatriati, sottolineando l’impegno della Regione Liguria a difendere i principi fondamentali della democrazia, della pace e del rispetto della dignità umana.

Il messaggio ha evidenziato la profonda preoccupazione per le violenze, gli arresti arbitrari e le sparizioni forzate che affliggono l’Iran, e ha ribadito l’importanza di ogni voce libera e di ogni atto di resistenza pacifica come espressione della volontà di cambiamento.
La Liguria, in quanto comunità che si riconosce nei valori universali, ha voluto manifestare un sostegno fraterno e incondizionato, riconoscendo il contributo prezioso che la comunità iraniana apporta alla ricchezza culturale e sociale del territorio.

Oltre alla protesta, la manifestazione ha rappresentato un momento di condivisione e di riflessione, un’occasione per riaffermare l’importanza del dialogo interculturale e della solidarietà internazionale di fronte alle ingiustizie e alle violazioni dei diritti umani.

La presenza di cittadini genovesi, mossi da un sincero desiderio di partecipazione, ha rafforzato il senso di appartenenza a una comunità globale impegnata nella difesa dei valori democratici e nella promozione di un futuro più giusto e pacifico per tutti.
La loro voce, unita a quella degli iraniani espatriati, si è levata come un monito e una promessa: quella di non dimenticare, di continuare a sostenere la lotta per la libertà e la dignità umana.

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