L’antica devozione per la Madonna della Guardia ha nuovamente tessuto un filo di fede e comunità a Genova, attirando un numeroso pellegrinaggio al santuario che sorge maestoso sul monte Figogna.
La festa, più che una ricorrenza religiosa, rappresenta un profondo radice identitaria per la città e i suoi abitanti, un’eredità secolare che si rinnova ogni anno con rinnovato fervore.
La presenza istituzionale è stata significativa: il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e la Sindaca di Genova, Silvia Salis, hanno onorato l’evento partecipando alla processione solenne e alla successiva celebrazione eucaristica, presieduta con dignità e autorevolezza dall’Arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca.
La loro partecipazione sottolinea il legame tra le istituzioni civili e la fede popolare, riconoscendo l’importanza della tradizione religiosa nel tessuto sociale genovese.
Il corteo processionale, intriso di sacralità e storia, ha visto sfilare, tra un mare di bandiere e vessilli, il gonfalone istituzionale della Città Metropolitana, portato con onore dal Vicesindaco metropolitano Simone Franceschi, e quello del Comune di Genova.
Accompagnava il corteo, con la sua presenza autorevole, il Presidente del Consiglio Comunale di Genova, nonché consigliere metropolitano, Claudio Villa.
Questi simboli comunali, affiancati alla fede dei fedeli, incarnano un senso di appartenenza e responsabilità condivisa verso la comunità.
L’atmosfera di raccoglimento e spiritualità è stata ulteriormente arricchita dall’esecuzione di brani musicali sacri, magistralmente interpretati dalla Cappella Musicale della Cattedrale di San Lorenzo e dal celebre Coro Chiossone, le cui armonie hanno elevato lo spirito dei presenti, creando un’esperienza di profonda commozione e bellezza.
La musica, in questo contesto, non è stata un semplice accompagnamento, ma un elemento integrante della celebrazione, capace di trascendere il linguaggio e di toccare le corde più profonde dell’animo umano.
La festa della Madonna della Guardia, dunque, si conferma un momento cruciale per la città, un’occasione per rinsaldare legami, celebrare la fede e riscoprire le radici storiche e culturali che da sempre caratterizzano l’identità genovese.
Un’eredità preziosa da custodire e tramandare alle future generazioni.