Incendio di Crans-Montana: Avvocati degli eredi di Galeppini visitano la Procura

Alla stimata attenzione della Procuratrice Generale di Sion,Il legale Alessandro Vaccaro, in rappresentanza degli eredi di Emanuele Galeppini, giovane promessa del golf genovese tragicamente scomparso nella calamità di Crans-Montana, e il collega avvocato Matteo Pedrazzini, proveniente da Ginevra, annunciano imminente visita alla sede della Procura.

L’obiettivo primario è l’approfondimento e la revisione degli atti relativi all’incendio che ha devastato il lounge-bar Le Constellation durante la notte di Capodanno, evento che ha segnato profondamente la comunità e spezzato la giovane vita di Emanuele.

Il percorso legale intrapreso si configura come un tentativo di superare le lacune procedurali e di ampliare l’ambito della responsabilità penale, esaminando con scrupolo le omissioni riscontrate nelle attività di controllo e vigilanza.

La costituzione di parte civile, un diritto inalienabile sancito dal diritto svizzero, rappresenta un passo fondamentale per garantire che ogni aspetto rilevante dell’accaduto sia pienamente illuminato e che le responsabilità siano correttamente attribuite.
L’accesso agli atti processuali, un diritto essenziale per garantire la trasparenza e la correttezza del procedimento, permetterà di analizzare dettagliatamente i primi rilevamenti effettuati dalle forze dell’ordine.
Pur consapevole delle limitazioni imposte dalla legislazione svizzera, che inizialmente concede accesso agli atti strettamente pertinenti alla posizione della parte civile, si confida in un’interpretazione ampia e costruttiva, volta a favorire una ricostruzione completa e imparziale degli eventi.
Un punto cruciale dell’indagine riguarda le circostanze che hanno impedito l’immediata identificazione del corpo di Emanuele.
Il ritrovamento del giovane con addosso documenti personali e un telefono cellulare solleva interrogativi significativi e suggerisce possibili negligenze procedurali.
La completa integrità del corpo, a fronte della presenza di fuliggine sulle calzature, contrasta con le ipotesi di una dispersione e una successiva localizzazione difficoltosa.

Si attende con particolare urgenza il completamento dell’autopsia, un esame medico legale essenziale per accertare con certezza le cause del decesso e per fornire elementi concreti a supporto delle ricostruzioni forensi.
La rigorosa analisi dei reperti biologici e delle lesioni riscontrate potrà contribuire a chiarire le dinamiche dell’incendio e a determinare con precisione il ruolo di eventuali fattori concorrenti.
L’azione legale intrapresa non persegue una vendetta, ma una ricerca della verità e una richiesta di giustizia per Emanuele e per la sua famiglia.
Si auspica che l’inchiesta possa portare a una profonda riflessione sul sistema di sicurezza e di prevenzione incendi, al fine di evitare che simili tragedie si ripetano in futuro e di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini.
La memoria di Emanuele impone un impegno costante nella ricerca di responsabilità e nella promozione di una cultura della sicurezza e della prevenzione.

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