Riforma Sanitaria in Liguria: Investimento per una Sanità Migliore

La riforma sanitaria in Liguria si configura come un progetto ambizioso, concepito non come un’operazione di razionalizzazione dei costi, bensì come un investimento strategico volto a elevare il livello dell’assistenza sanitaria per i cittadini liguri.

L’incontro presso l’ospedale Villa Scassi, con la presenza del Presidente della Regione Marco Bucci, dell’Assessore alla Sanità Massimo Nicolò e del Direttore Generale Piero Bordon, ha sancito l’avvio di un percorso di profonda trasformazione, oggetto di un intenso dibattito con il personale sanitario – medici, infermieri e dirigenti – che ha visto un confronto aperto e costruttivo protrattosi per quasi due ore.

La sfida principale che la Liguria si trova ad affrontare è legata alla demografia: la regione, con una popolazione tra le più anziane d’Italia e d’Europa, richiede un sistema sanitario flessibile, capace di adattarsi alle mutevoli esigenze di salute e di garantire risposte uniformi su tutto il territorio.

La riforma mira a superare la frammentazione esistente, promuovendo un modello più integrato e incentrato sul paziente.

Il fulcro della riorganizzazione risiede nella creazione dell’Azienda Tutela Salute Ligure (ATSL), una struttura unica a livello regionale che sostituirà le attuali cinque ASL.
Questa novità non implica una perdita di contatto con la realtà locale, ma piuttosto un’ottimizzazione della governance, centralizzando funzioni strategiche – amministrative, tecniche e logistiche – per generare sinergie, economie di scala e liberare risorse da destinare direttamente all’assistenza sanitaria.
L’ATSL assumerà un ruolo di regia, coordinando le attività e garantendo un’erogazione uniforme dei servizi.
Parallelamente, si prevede una profonda riorganizzazione della rete ospedaliera, con la nascita dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, che vedrà l’integrazione del Policlinico San Martino, dell’ospedale Galliera e di Villa Scassi.
Questa integrazione si tradurrà in una maggiore efficienza nella produzione chirurgica, nell’ottimizzazione dell’utilizzo delle sale operatorie e nella riduzione delle liste d’attesa, oltre a rafforzare le specializzazioni avanzate e le collaborazioni tra le diverse strutture.

L’Assessore Nicolò ha chiarito la visione di un sistema dualistico: da un lato, un’azienda territoriale potenziata, focalizzata sull’assistenza primaria e distribuita su cinque aree geografiche; dall’altro, una struttura dedicata al sistema ospedaliero genovese, con l’obiettivo di concentrare risorse e competenze per garantire prestazioni di alto livello.

Il piano complessivo si pone l’obiettivo di rafforzare la sanità ligure, non di ridurla, attraverso un investimento mirato e una gestione più efficiente delle risorse.
La riforma non è un taglio, ma una riprogettazione per un futuro più sano per i cittadini liguri.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap