Un Monumento a Pippo Baudo: Riflessioni sul Diritto alla Memoria Collettiva e l’Eredità CulturaleL’annuncio del Comune di Sanremo, desideroso di onorare la memoria di Pippo Baudo con una statua, ha sollevato un dibattito legale e culturale di notevole interesse.
L’idea, ispirata al tributo già reso a Mike Bongiorno, mira a celebrare la figura del conduttore come pilastro della storia dello spettacolo italiano.
Tuttavia, la questione del consenso degli eredi, inizialmente sollevata da alcuni media, ha generato incertezza e richiesto un’analisi approfondita del quadro giuridico applicabile.
L’avvocato Giorgio Assumma, figura di spicco nel diritto d’autore e dei diritti della personalità, e da anni amico stretto del defunto Pippo Baudo, ha chiarito che l’ostacolo rappresentato dalla necessità di ottenere l’assenso degli eredi è infondato.
Questa posizione si radica in principi fondamentali del diritto italiano, che bilanciano la tutela dei diritti della personalità con l’interesse pubblico alla conservazione della memoria collettiva.
La normativa in materia, in particolare l’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge n. 633/1941), vieta la riproduzione fisionomica di una persona senza il suo consenso.
In caso di decesso, tale consenso dovrebbe essere dato dal coniuge o dai figli.
Tuttavia, l’articolo 97 della stessa legge prevede un’importante deroga: l’interesse della collettività a ricordare e conoscere figure che, per i loro meriti culturali, artistici o politici, sono entrate a far parte della storia sociale.
L’eccezione applicabile è chiara: quando una figura è diventata un “personaggio pubblico” e ha lasciato un’impronta significativa nella coscienza collettiva, il diritto alla memoria prevale sulla necessità di un consenso ereditario.
Questa interpretazione si allinea con il principio che il patrimonio culturale di un personaggio di tale rilevanza appartiene, in ultima analisi, alla comunità.
La carriera di Pippo Baudo, costellata di successi e riconoscimenti, lo ha consacrato come un’icona del costume e dell’intrattenimento italiano.
La sua figura trascende la dimensione personale per incarnare un’epoca e un modo di fare spettacolo che ha segnato la storia del nostro paese.
Negare alla città di Sanremo, e all’Italia intera, la possibilità di celebrare questa eredità con un monumento significa limitare l’accesso alla memoria e impoverire il patrimonio culturale nazionale.
L’interpretazione fornita dall’avvocato Assumma non solo risolve una questione legale, ma apre un importante dibattito sui confini tra diritto d’autore, diritti di immagine e diritto alla memoria collettiva.
In un’epoca in cui la cultura e l’intrattenimento giocano un ruolo sempre più centrale nella costruzione dell’identità nazionale, è fondamentale riconoscere il valore intrinseco del patrimonio culturale e garantire che esso sia accessibile a tutti.
Il monumento a Pippo Baudo non è solo un omaggio a un artista straordinario, ma anche un simbolo della nostra capacità di preservare e celebrare la memoria del nostro passato.
La sua realizzazione rappresenta un atto di riconoscimento verso una figura che ha contribuito in modo significativo a plasmare la nostra cultura e a definire l’identità italiana.








