San Giorgio: Un Mito tra Oriente e Genova, Mostra Iconica

San Giorgio: Un’Eredità Iconica tra Oriente e OccidentePalazzo Reale di Genova apre le sue porte a un viaggio straordinario nel cuore del mito di San Giorgio, attraverso una mostra unica che esplora l’evoluzione e la diffusione di una figura che trascende i confini religiosi e culturali.

Dal 31 ottobre 2024 al 1° marzo 2026, negli spazi suggestivi del Teatro del Falcone, una selezione di manufatti preziosi ripercorre il percorso di un santo cavaliere, divenuto un’icona globale, narrando la sua complessa traiettoria dall’Oriente al cuore di Genova, da cui si è irradiato in tutta Europa.
La mostra, la prima retrospettiva di tale portata dedicata a San Giorgio, non si limita a celebrare la sua figura, ma si propone di svelare le radici profonde del suo mito e il suo impatto duraturo sulla cultura occidentale.

Alessandra Guerrini, direttrice dei Musei Nazionali di Genova e curatrice della mostra, sottolinea come la figura di San Giorgio abbia trovato terreno fertile nel bacino del Mediterraneo e in Europa, acquisendo significati diversi e adattandosi alle sensibilità locali.

Il percorso espositivo si articola attorno al racconto di un’epopea simbolica: un cavaliere, emblema di coraggio e fede, affronta un drago, personificazione del male e dell’oppressione.
La liberazione della principessa, metafora della redenzione e della salvezza, completa l’immagine di un eroe pronto a difendere i più deboli e a combattere per la giustizia.

Questa narrazione, codificata nel XIII secolo da Jacopo da Varazze, uno dei più importanti scrittori del suo tempo, ha beneficiato di una straordinaria capacità di risonanza, superando barriere linguistiche e geografiche per parlare a generazioni successive.
La mostra, dunque, non è solo un omaggio alla figura di San Giorgio, ma un’indagine sulla forza e la versatilità dell’immaginario religioso medievale e rinascimentale.
Un’iconografia apparentemente semplice – il cavaliere, la fiera, il salvataggio – cela una profondità interpretativa che si rivela attraverso le opere esposte.
Un nucleo centrale della mostra è costituito da circa trentaquattro manufatti, che spaziano dal Medioevo alla metà del Cinquecento, offrendo una panoramica delle diverse interpretazioni artistiche del mito.

L’eccezionalità del percorso espositivo è amplificata dalla presenza di opere provenienti da collezioni italiane, con capolavori di artisti come Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Carpaccio e Mantegna, arricchiti da prestiti prestigiosi provenienti da istituzioni culturali di Parigi, Bruxelles, Colonia e Amburgo.

Questi contributi internazionali testimoniano la rilevanza universale del mito di San Giorgio e la sua capacità di ispirare creatività e devozione attraverso i secoli, consolidando la sua posizione di figura chiave nell’immaginario collettivo europeo e oltre.
La mostra invita a riflettere sull’eredità di un eroe, un simbolo di speranza e coraggio che continua a risuonare nel nostro tempo.

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