Le recenti garanzie ottenute a Roma, al tavolo tra Regione Liguria, Comune di Genova e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in merito alla salvaguardia della produzione siderurgica di Cornigliano, appaiono, secondo il coordinatore regionale della UILM Antonio Apa, un artificio retorico privo di sostanza.
La presa di posizione si è manifestata a margine di una conferenza stampa tenutasi a Genova, in seguito a un episodio di aggressione subito dal segretario generale della UILM, Luigi Pinasco, dal segretario organizzativo Claudio Cabras e da tre delegati, avvenuto proprio davanti ai cancelli dello stabilimento.
L’amarezza di Apa deriva da una profonda disillusione rispetto alle promesse fatte in passato.
Si fa riferimento all’Accordo di Programma del 2005, momento in cui la UILM era una minoranza sindacale nel contesto della siderurgia di Cornigliano, contrapposta alla maggiore influenza di FIOM e Lotta Comunista.
La domanda che pone il coordinatore è semplice ma carica di significato: cosa è successo a Cornigliano nel corso di questi quasi vent’anni? L’obiettivo di salvaguardare la produzione è stato raggiunto? La risposta è un netto “no”.
L’Accordo di Programma prevedeva una trasformazione radicale dello stabilimento di Cornigliano, destinato a diventare un polo di eccellenza nella verticalizzazione della produzione a freddo, con un investimento complessivo di 700 milioni di euro.
Questi fondi, invece, sono risultati in gran parte inattuati, lasciando uno scenario di incompiutezza e mancato sviluppo.
La decisione della FIOM di sciogliere il presidio a Genova Cornigliano, motivata dalla presunta prospettiva di una ripresa industriale, è giudicata da Apa come un ulteriore segnale di inganno.
La speranza in un miglioramento, alimentata da comunicazioni ufficiali, si rivela infondata, poiché, a detta del coordinatore, l’incontro con il Ministro Urso del 28 novembre non ha portato a cambiamenti significativi.
L’appello a “resistere” fino a febbraio, con la promessa di possibili sviluppi, è interpretato come un mero palliativo, poiché, secondo le analisi di Apa, non sussistono reali prospettive di ripresa per la siderurgia italiana nel medio termine.
La situazione appare quindi drammatica, segnata da promesse non mantenute, investimenti mancati e un futuro incerto per i lavoratori e per l’intero settore siderurgico ligure.
La necessità di un’analisi lucida e indipendente dei fatti emerge con urgenza, così come la richiesta di azioni concrete e decisive per il futuro della produzione siderurgica italiana.







