Genova: Aumento IRPEF, Polemiche e Dubbi sulla Sostenibilità

Genova: Manovra Finanziaria tra Polemiche e Ripercussioni SocialiUna sessione consiliare comunale infiammata ha visto l’approvazione, con voto unanime della maggioranza e forte dissenso dell’opposizione, una delibera che innalza l’aliquota dell’addizionale regionale all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF).

La decisione, con un impatto stimato di 14 milioni di euro nelle casse comunali entro il 2026, si inserisce nel più ampio quadro del bilancio di previsione, destinato ad essere votato a breve.
La manovra è strettamente correlata all’introduzione di una nuova tassa sui passeggeri delle navi da crociera e alla contemporanea riduzione dell’Imposta Municipale sugli Immobili (IMU) applicata ai canoni concordati.
La delibera, definita dall’opposizione come una “mossa azzardata”, solleva interrogativi di natura giuridica e politica.

Il capogruppo di “Vince Genova”, Pietro Piciocchi, ha espresso forti preoccupazioni circa la sostenibilità della misura, denunciando il rischio di un conflitto con l’istruttoria in corso tra il Comune di Genova e il Governo centrale, relativa all’accordo del 2022 siglato dall’ex sindaco Marco Bucci.

La sua richiesta di una sospensiva alla delibera è stata respinta.
Piciocchi ha descritto l’aumento dell’IRPEF come un “incremento virtuale”, un primato a livello nazionale, basato su un accordo futuro con il Consiglio dei Ministri.

Ha inoltre ricordato come l’accordo precedente, del 2022, fosse stato raggiunto su basi politicamente precarie.

La preoccupazione principale risiede nella possibile invalidazione della misura a seguito dell’istruttoria governativa, con conseguenze negative per le finanze comunali e per i contribuenti.

Il Vicesindaco e Assessore al Bilancio, Alessandro Terrile, ha replicato, affermando che si tratterebbe, in realtà, del secondo caso di questo tipo in Italia, richiamando l’attenzione sull’approvazione di un bilancio precedente senza la contabilizzazione delle voci relative all’azienda AMT.

Ha inoltre respinto l’ipotesi di un’ostruzionismo politico da parte del governo, sottolineando l’importanza di salvaguardare un contributo di 25 milioni di euro e ribadendo la disponibilità a dialogare con le autorità competenti, anche a livello nazionale.

La riorganizzazione dell’addizionale IRPEF prevede un’applicazione scaglionata.

La soglia di esenzione è stata innalzata da 14.000 a 15.000 euro di reddito, liberando i contribuenti con redditi inferiori da ulteriori oneri, con un potenziale risparmio fino a 145 euro.
Al contrario, coloro che superano la soglia dei 15.000 euro dovranno affrontare un aumento annuale compreso tra i 30 e i 78 euro.

Questa differenziazione mira a mitigare l’impatto sulle fasce di popolazione meno abbienti, pur gravando maggiormente sui redditi più alti, generando un dibattito sulla progressività e sull’equità della misura.
L’intera manovra finanziaria si pone quindi come un banco di prova per l’amministrazione comunale, esposta al vaglio dell’opinione pubblica e alla potenziale revisione da parte degli organi superiori.

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