Liguria e PNRR: la Regione ottimista, ma con riserve.

La Liguria si presenta con un quadro apparentemente solido rispetto all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), contrastando le preoccupazioni emerse a livello nazionale dalla Corte dei Conti.

A fronte delle segnalazioni di ritardi nella realizzazione dei progetti a livello nazionale, il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha espresso un giudizio ottimistico, delineando un percorso di avanzamento che sembra garantire il rispetto delle scadenze prefissate.

L’amministrazione regionale si mostra fiduciosa di poter concludere l’esecuzione di tutti i progetti regionali entro la fine di marzo, procedendo poi alla collaudazione entro il mese di giugno.

Questa programmazione ambiziosa suggerisce un’organizzazione interna efficiente e una capacità di gestione che si discosta dalla media nazionale, dove le complessità burocratiche e le difficoltà operative sembrano aver rallentato significativamente i progressi.

È fondamentale, tuttavia, contestualizzare queste affermazioni.

Bucci ha chiarito che alcuni interventi di rilevanza strategica, come il Terzo Valico ferroviario, rientrano nell’ambito di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e non sono direttamente gestiti dalla Regione.

Questo implica che il successo complessivo del PNRR in Liguria dipende anche dalla performance del governo nazionale nella gestione di questi progetti chiave.
Analogamente, interventi come la nuova diga del porto di Genova, finanziati attraverso il Fondo Nazionale Complementare, sono soggetti a tempistiche diverse rispetto a quelle del PNRR stesso.

La loro realizzazione, pur contribuendo alla ripresa economica e alla resilienza del territorio, non rientra nei vincoli temporali del Piano.
L’affermazione di essere “in anticipo rispetto alle scadenze” solleva questioni importanti.

Si tratta di un’anticipazione reale, frutto di una pianificazione accurata e di un’esecuzione rapida, o piuttosto una valutazione prudente, volta a minimizzare i rischi e a garantire una percezione positiva da parte dell’opinione pubblica? La risposta a questa domanda è cruciale per comprendere appieno la situazione e per valutare la sostenibilità del modello di sviluppo regionale.
L’ottimismo espresso dalla Regione Liguria potrebbe derivare anche da una particolare attenzione alla semplificazione delle procedure amministrative e alla collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte.

In un contesto nazionale caratterizzato da lentezze burocratiche e difficoltà di coordinamento, la Liguria potrebbe aver identificato e implementato soluzioni innovative per accelerare i processi decisionali e realizzare gli interventi previsti dal PNRR.
In definitiva, la situazione della Liguria nel PNRR appare più rosea rispetto alla media nazionale, ma è essenziale monitorare attentamente l’andamento dei progetti, verificando la sostenibilità delle tempistiche dichiarate e la reale capacità di superare le sfide che ancora potrebbero emergere nel corso dell’attuazione del Piano.
La trasparenza e la capacità di adattamento saranno fattori chiave per garantire il successo complessivo dell’iniziativa e per massimizzare i benefici per il territorio ligure.

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