L’eco del congresso di Azione continua a provocare un senso d’incertezza presso le forze politiche di sinistra e centro-sinistra, che si interrogano sull’intenzione della neonata formazione guidata da Carlo Calenda di allinearsi con il campo largo o seguire un percorso autonomo. Il leader di Azione ha lanciato un dure attacchi contro le forze politiche storiche del centrosinistra, come il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, affermando che queste ultime sono inadeguate a rispondere alle esigenze dell’Italia di oggi. Tuttavia, è evidente che Calenda intenda tracciare una rotta diversa da quella tradizionale del centrosinistra, come suggerisce la decisione di Astenersi alla discussione della risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza (Def), un atto che per molti è indice di intenzioni governo.Secondo alcuni analisti politici, questa scelta rappresenterebbe una strategia per conquistare spazio nel panorama politico italiano, potenzialmente alleandosi con il governo Meloni. Enrico Borghi, vicepresidente di Azione e senatore, ha commentato la decisione di Astenersi sulla risoluzione come un segno evidente che il partito sta percorrendo la strada dell’anticamera della maggioranza governativa, richiamando l’accenno alla presenza del presidente Meloni al congresso di Azione. Nonostante le dichiarazioni di Calenda siano state recepite con scetticismo dal Pd e dall’M5s, sembra che queste ultime stiano cercando di stringere un’alleanza, considerato il loro impegno insieme contro il piano di riarmo dell’Unione Europea in programma per sabato a Roma.
Il Partito Azione di Calenda spiazzava centrosinistra e governo Meloni
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