La Polizia penitenziaria si trova quotidianamente ad affrontare una serie di sfide senza precedenti, derivanti da un fenomeno che sta causando una vera e propria emergenza sociale: il sovraffollamento nei luoghi di detenzione. Questa situazione critica, caratterizzata da una marcata intensità emotiva e relazionale, mette a dura prova la resistenza degli operatori, che sono chiamati a garantire l’ordine pubblico e il mantenimento della sicurezza negli istituti penitenziari.L’elevato livello di professionalità e lo spirito di servizio manifestati dai componenti del Corpo della Polizia penitenziaria risultano essere fattori decisivi per la realizzazione del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. Questo principio, che rappresenta un fondamentale obiettivo della politica penitenziaria, mira a favorire il reinserimento dei detenuti nella società e a promuovere una reale possibilità di riabilitazione.Tuttavia, la gravità delle condizioni del sistema carcerario, che hanno subito un profondo deterioramento negli anni, rappresenta un ostacolo significativo all’attuazione di tale principio. Gli elevati tassi di sovraffollamento, uniti alle problematiche dell’assistenza sanitaria e alla carenza di risorse umane e strumentali, pongono non pochi problemi di carattere pratico e morale.Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua grave preoccupazione per la situazione attuale del sistema penitenziario. Egli ha sottolineato l’importanza di porre rimedio alle criticità emerse, al fine di garantire la piena effettività delle funzioni rieducative e reintegrative attribuite alla Polizia penitenziaria.
Il sovraffollamento dei carceri: un’emergenza sociale che mette a dura prova la polizia penitenziaria
Date: