03 marzo 2025 – 19:12
La Procura di Marsala ha aperto un’indagine sul caso dell’insegnante Maria Cristina Gallo, 56 anni, di Mazara del Vallo, la cui vita è stata sconvolta dall’incredibile ritardo nell’esito dell’esame istologico dopo l’asportazione di una neoformazione all’utero. Dopo otto lunghi mesi di attesa, il referto ha finalmente rivelato che la donna era affetta da un tumore allo stadio quattro, con metastasi ormai diffuse nel suo corpo. I magistrati, guidati dal procuratore Fernando Asaro, hanno preso in esame le cartelle cliniche dell’ospedale di Mazara dove l’intervento era stato eseguito nel dicembre del 2023. L’obiettivo principale dell’indagine è chiarire se vi sia un legame diretto tra il ritardo nella comunicazione dei risultati e l’aggravamento della condizione di salute della signora Gallo.In questa dolorosa vicenda, l’insegnante ha espresso con forza la sua determinazione a non cercare vendetta, ma piuttosto a perseguire la giustizia affinché simili errori possano essere evitati in futuro. Attualmente sottoposta a chemioterapia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, Maria Cristina Gallo ha dichiarato: “Il male è stato fatto ormai; la mia battaglia non è fatta di rancore o rabbia, ma mira semplicemente a promuovere il cambiamento”.Nel frattempo, il Ministero della Salute ha richiesto spiegazioni all’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani riguardo ai tempi necessari per l’esecuzione degli esami istologici: si stima che ci siano circa 3000 campioni in attesa di valutazione presso l’Azienda. Anche su questo fronte la Procura sta conducendo indagini per verificare eventuali criticità nei processi interni.Questa tragica vicenda mette in evidenza l’importanza cruciale della tempestività nelle diagnosi mediche e dell’efficienza nei servizi sanitari. Sono necessarie misure concrete per garantire che situazioni simili non si ripetano e che ogni paziente possa ricevere cure adeguate e tempestive per contrastare le malattie in modo efficace e umano.