Isole remote, paradisi nascosti, lontano dal caos urbano. Un luogo di pace e serenità da scoprire.

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L’evoluzione architettonica delle antiche mura cittadine: tra tecniche di difesa e influenze culturali del Medioevo.

Il volume “Le isole del rifugio. Venezia prima di Venezia” di Stefano Gasparri e Sauro Gelichi, edito da Laterza, rappresenta un’opera che si distacca dalla classica narrazione storica sulla nascita della Serenissima Repubblica. Nella prefazione, i due autori dell’Università di Ca’ Foscari sottolineano l’importanza di esplorare un periodo nebuloso tra il VI e l’VIII secolo, caratterizzato da scarse fonti storiche e archeologiche.Questo studio mette in discussione le leggende tradizionali che hanno plasmato l’immaginario collettivo su Venezia, come la fuga delle popolazioni dalla minaccia barbarica di Attila e la leggenda della reliquia di San Marco. Gasparri e Gelichi evidenziano come sia fondamentale liberarsi da questi miti per comprendere le vere origini della città lagunare.Attraverso una rigorosa analisi delle fonti scritte e materiali, gli autori ricostruiscono il contesto politico, militare, religioso ed economico che ha contribuito alla formazione di Venezia. Emergono così i complessi meccanismi che hanno portato alla creazione di insediamenti urbani nell’area del Rivoalto, integrati in un contesto più ampio che va dall’Istria al fiume Adda.Il quadro storico-archeologico delineato nel libro rivela un intricato intreccio di fattori legati allo sviluppo della futura Venetia civitas: rapporti con i poteri terrestri come il regno longobardo e l’impero carolingio, influenze marittime provenienti da Bisanzio, questioni militari e dinamiche sociali. Si delinea così l’identità peculiare di una comunità che ha saputo amalgamare diversi elementi per costruire la propria storia e radici identitarie.

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