La carenza di medici di famiglia: una emergenza sanitaria in corso in Italia

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La crisi delle cure primarie si staglia come una vera e propria emergenza nel nostro Paese. Le grandi città hanno ancora a disposizione il medico di famiglia, ma nelle aree interne, piccoli comuni e comunità montane questo professionista è spesso irraggiungibile. Il problema non è nuovo, ma la situazione sta degenerando ulteriormente. Nel corso del X Congresso interregionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), le regioni Abruzzo, Marche, Molise e Umbria si sono unite per denunciare la drammatica carenza di medici di famiglia.Italo Paolini, presidente del Congresso, sottolinea che ciò che serve è una medicina generale equiparata alle altre specialità universitarie. “Occorrono strumenti professionali per diagnosi rapide e personale” afferma Paolini. La Casa di comunità rischia di replicare gli stessi problemi.L’Italia centrale, in particolare le regioni Abruzzo, Marche, Molise e Umbria, si caratterizzano per aree interne spesso difficili da raggiungere, zone montuose, comuni piccoli. Dai dati emersi durante il Congresso risulta che lo stesso medico debba coprire città distanti anche un’ora l’una dall’altra con la possibilità di sostenere solo un numero limitato di visite ogni giorno.In questo contesto, è necessario considerare le esigenze locali. “L’Italia centrale – spiega Paolini- presenta aree interne dove la popolazione è sparsa in piccoli comuni.” Anche le Marche presentano ampie fette di territorio nelle aree interne con una popolazione sparsa.La situazione è particolarmente critica nei casi del Molise e delle Marche. In Abruzzo, la presenza dei cittadini ultracentenari senza medico di famiglia è preoccupante: 595 persone vivono nella regione tra i 100 anni in su. L’Abbruzzo presenta un quadro complesso, con una grande percentuale di popolazione nelle comuni montane e collinari.Nel Molise, per quanto non sia presente un numero inferiore alle necessità dei medici, la regione è caratterizzata da una realtà frammentata e dall’età media elevata della classe medica. Questo si traduce in rischi di disservizi nella sanità pubblica.Nell’Umbria, i dati emersi durante il Congresso mostrano come sia presente un problema nelle zone rurali a causa delle carenze dei posti disponibili per la formazione dei medici di famiglia. Le aree cittadine non presentano questo problema.Le regioni in difficoltà, Abruzzo e Molise, sono state già da tempo vittime della crisi della sanità pubblica nel nostro Paese. I dati sul numero di iscritti ai corsi di Medicina Generale indicano un forte calo, mentre il costo del processo di formazione per i medici in cerca di lavoro rischia di risultare insormontabile.La carenza dei medici in Italia è destinata a peggiorare. La mancanza di politiche sanitarie efficaci potrebbe portare alla perdita definitiva di strutture mediche locali, facendo diventare sempre più difficile la possibilità per le comunità montane e interne italiane di accedere ai servizi medici.In questo quadro drammatico, il ruolo delle Case di comunità rischia di essere limitato a una mera riproposizione dei problemi già esistenti. La riforma attuale non riesce a trovare soluzioni ai problemi di mancanza di medici e strutture sanitarie nella periferia e nelle aree interne del nostro Paese.Il problema della carenza dei medici rischia di essere ancora più difficile da risolvere. La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie è impegnata a denunciare questo fenomeno drammatico, chiedendo una riforma efficace capace di dare risposte ai bisogni della sanità pubblica italiana.L’Italia ha ancora il dovere di garantire la salute delle sue cittadine e dei suoi cittadini. E’ necessario agire per assicurare l’accesso alla sanità pubblica in tutte le aree del nostro Paese, non solo nelle grandi città.La speranza è che, attraverso una riforma capace di risolvere i problemi attuali e prevedendo un futuro migliore per la sanità italiana, sia possibile ripristinare il diritto alla salute per tutti. La società civile, le forze politiche ed economiche devono convergere nella necessità di un intervento tempestivo per evitare che le difficoltà attuali si trasformino in tragedia.

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