La democrazia italiana: da confronto costruttivo a guerra personale.

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La scena si ripete ininterrottamente, il palco del congresso di Azione risuona delle parole di Carlo Calenda, un uomo che si afferma come opposizione intransigente ma di merito. Tuttavia, la domanda che continuamente affiora è: quali sono le caratteristiche di questa democrazia che sembra aver perso il suo senso? Come mai non vi è più spazio per un confronto costruttivo con gli avversari, ma solo una costante denigrazione e accusa?La storia della politica italiana ha visto crescere l’ostilità tra le diverse fazioni politiche, fino a quando non si sono perse le ragioni della democrazia. Si pensa che il confronto sia inevitabile e che la politica debba essere un gioco di potere senza possibilità di trovare punti in comune tra gli esponenti di partiti diversi.Eppure, è proprio questo l’aspetto più criticabile della democrazia contemporanea. La società civile sta diventando sempre più polarizzata e i discorsi si fanno sempre più accesi, senza possibilità di comprendere gli aspetti in comune tra i diversi partiti politici.La critica mossa da Carlo Calenda verso l’attuale sistema politico italiano è quella di essere troppo incentrato sugli attacchi personali e non abbastanza sul confronto costruttivo dei contenuti. È vero che nella politica attuale il pensiero dominante sembra essere “vincere a tutti i costi” al fine di conquistare la maggioranza, dimenticando il senso della democrazia e le sue premesse fondanti: l’ascolto e il confronto tra gli schieramenti politici in competizione.È quindi legittima la richiesta di una maggiore serenità e responsabilità nella gestione del confronto politico, e di un approccio più centrato sul contenuto piuttosto che sulla personalizzazione degli avversari.

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