La difesa dell’autonomia italiana in materia di genitorialità assistita

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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso con fermezza la posizione dell’Italia riguardo alla proposta di regolamento dell’Unione Europea che potrebbe portare a un automatico riconoscimento degli atti o decisioni emessi da altri Stati in materia di genitorialità tramite gestazione per altri. Durante il suo intervento al Consiglio Ue Giustizia a Lussemburgo, Nordio ha sottolineato l’importanza di non accettare forme di riconoscimento che possano compromettere i principi e le normative italiane in merito alla genitorialità.In particolare, il ministro ha evidenziato come le “sezioni unite della Corte di Cassazione sui genitori che siano privi di legame biologico con i nati” utilizzino il termine “committenti” per definire questa particolare situazione. Nordio ha sottolineato la necessità di tutelare i diritti e le specificità del sistema giuridico italiano, evitando qualsiasi automatico riconoscimento che possa andare contro i principi fondamentali stabiliti dalla legislazione nazionale.La questione sollevata dal ministro Nordio pone l’accento sulla delicatezza e complessità delle questioni legate alla genitorialità assistita e alla gestazione per altri, richiamando l’attenzione sulle differenze normative tra gli Stati membri dell’Unione Europea. La posizione italiana si basa sulla difesa dei propri valori e della propria legislazione in materia familiare, rimarcando la volontà di preservare la propria autonomia decisionale su questioni così sensibili e rilevanti per la società contemporanea.

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