La decisione degli Stati Uniti di riconsiderare il proprio ruolo sulla scena globale non sembra essere una mossa saggia, soprattutto se si considerano le ricadute che potrebbero avere sia sull’economia europea che su quella americana. La realtà è però più complessa e non possiamo permetterci di alimentare un allarmismo senza fondamento.Il mercato statunitense è uno dei nostri principali partner commerciali, rappresentando circa il 10% delle nostre esportazioni totali. Non dobbiamo quindi illuderci che la fine della “normalità” nel rapporto con gli Stati Uniti significhi automaticamente la fine di una parte significativa del nostro commercio.Il problema reale è altro e non può essere eluso semplicemente fingendo che il mondo stia finendo. È doveroso affrontare le sfide reali in modo serio, senza creare panico o allarmismo. La vera sfida è quella di trovare nuove strade per mantenere un rapporto equilibrato e produttivo con gli Stati Uniti, anche se questo significa abbandonare alcune certezze acquisite.In questo contesto la Premier Meloni ha espresso una posizione ragionevole in un’intervista al Tg1, riconoscendo che il mercato statunitense rimane importante per l’Italia ma allo stesso tempo si impegnando a non alimentare allarmismi infondati.
La fine della normalità con gli Usa: sfida reale e necessità di nuove strade in Italia
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