Le borse europee subiscono un tracollo irreparabile dopo la decisione della Cina di aumentare le tariffe sui prodotti statunitensi del 34% a partire dal 10 aprile, e contemporaneamente presentare una denuncia al WTO contro le misure protezionistiche americane. Sulla scena finanziaria si profilano timori crescenti che una guerra commerciale possa innescare un salto dell’inflazione e far precipitare l’intera economia mondiale in una recessione profonda.Questo scenario catastrofico determina un impeto di vendita dei titoli di Stato, con i rendimenti che aumentano vertiginosamente. I prezzi del petrolio e del gas sono letteralmente sradicati, con il WTI a scendere del 6,7% a 62,53 dollari al barile e il Brent a perdere il 6,2% a 65,81 dollari. Il prezzo dell’energia è altrettanto colpito, scendendo di 7,4% a 36,30 euro al megawattora.Sul mercato azionario la situazione è criticamente grave: lo Stoxx 600 chiude con una perdita del 4,4%. La Borsa di Milano viene travolta dal disastro (-7,1%), seguita da Madrid (-5,9%), Francoforte (-4,9%), Parigi (-4,3%) e Londra (-3,9%). Sulla Wall Street i future peggiorano ulteriormente, profilandosi una seduta difficile.Le banche italiane subiscono la più forte falcidia: Bper crolla del 13%, Mps perde il 12%, Popolare Sondrio e Banco BPM (-11%), Intesa (-9%). La stessa sorte tocca anche a Iveco (-11,8%) e Leonardo (-11%), mentre Stellantis si ferma al -8%.
La guerra commerciale tra Cina e USA sconvolge le borse europee
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