La tragedia si è consumata sul versante francese del Monte Bianco, dove un giovane sciatore freerider proveniente dal Trentino-Alto Adige ha perso la vita nel corso di una discesa in fuoripista. L’uomo, che aveva circa 40 anni ed era socio del Club alpino italiano (Cai), si trovava in compagnia di una ventina di persone, anch’essi appassionati di sci, quando l’incidente è avvenuto a circa 3.000 metri di quota, verso le 11:20.Secondo quanto riportato dai soccorritori francesi, il cedimento della coltre bianca sopra un ponte di neve è stato probabilmente la causa dell’incidente. In quel momento, lo sciatore si trovava in una posizione pericolosa, sostenuto solo dalla sua capacità e abilità come freerider.Il corpo dello sciatore è stato estratto dai gendarmi-soccorritori del Pghm di Chamonix dopo una lunga operazione effettuata con l’ausilio dell’elicottero. Tuttavia, nonostante i soccorsi tempestivi e approfonditi, il decesso è stato dichiarato sul posto.L’accaduto ha scatenato un senso di profonda tristezza tra gli appassionati di sci e gli alpinisti in generale. La perdita di una vita umana nella natura selvaggia del Monte Bianco, simbolo di libertà e avventura per molti, lascia un vuoto irreparabile.Il caso evidenzia la necessità di vigilanza e cautela nelle attività alpine, anche per i più esperti e preparati. La montagna, benché affascinante, è una forza imprevedibile che richiede il rispetto assoluto da parte degli esseri umani.Il ricordo del giovane sciatore freerider sarà per sempre legato al Monte Bianco, un luogo di bellezza e grandezza naturale dove la vita umana è fragile e meravigliosa.
La morte sullo splendido inverno del Monte Bianco: un ricordo struggente della libertà nel ghiaccio
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