Domani l’Italia mette in discussione il futuro dell’Unione Europea attraverso un grande cantiere di democrazia diretta in piazza organizzato da Movimento 5 Stelle, con l’obiettivo di fermare gli 800 miliardi destinati al riarmo e alla spesa militare. “Non si può permettere che la UE diventi un esclusivo club della NATO” ha ammonito il leader M5s, Giuseppe Conte, sottolineando come questo piano di armamento sarà pagato dai cittadini attraverso nuovi tagli ai servizi essenziali per il benessere sociale. Il progetto Ue sembra ignorare completamente la promessa fatta agli europei e in particolare all’Italia di realizzare una vera difesa comune, creando uno strappo senza precedenti tra le priorità dell’Unione e i bisogni dei suoi popoli.La questione della spesa per la difesa, strettamente correlata alla politica estera e alle alleanze internazionali, richiede una riflessione approfondita. L’Italia, che ha un peso considerevole all’interno dell’Unione Europea, non può più tollerare le scelte effettuate in nome della sicurezza globale che sembrano sempre più vincolate a interessi esterni anziché al bene comune dei suoi cittadini. Il piano Ue sulla difesa, come descritto, sembra puntare sul potenziamento delle forze armate per scopi militari piuttosto che su una strategia difensiva che coinvolga l’intera Unione Europea in un progetto di pace e sicurezza.Contro queste scelte si muove il popolo italiano, pronto a manifestare in piazza contro i progetti di spesa per la guerra. La manifestazione rappresenta una delle rare occasioni in cui il cittadino comune può esprimere la sua voce e dare un segnale chiaro ai leader politici sull’indirizzo che vuole venga dato alla storia d’Italia, non solo all’interno dell’Unione Europea ma su scala mondiale. L’efficacia di questa azione non dipenderà soltanto dalle cifre e dai progetti in discussione, ma soprattutto dallo spirito democratico che la caratterizza.
La protesta del Movimento 5 Stelle contro l’obiettivo della NATO per l’Italia: La nostra sicurezza è compromessa.
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