La saggia esplorazione del cinema italiano verso il suo patrimonio storico con Tu quoque: una commedia satirica sulla Roma antica.

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Il cinema italiano si trova ad affrontare una saggia esplorazione del suo patrimonio storico, attingendo alle fonti più autentiche e vivide della sua tradizione teatrale. Da Alberto Sordi a Totò, da Walter Chiari a Ugo Tognazzi, passando per Luigi Magni e il duo Franchi-Ingrassia, fino a Boldi e De Sica, non pochi tra i grandi nomi del cinema italiano hanno varcato la soglia di una Roma antica in cui l’essenza della sua cultura e della sua storia si è riflessa. Ora, è la volta di Maurizio Battista, il protagonista, co-sceneggiatore e produttore de “Tu quoque” di Gianni Quinto, un film che sancisce per lui una definitiva affermazione cinematografica.La commedia satirica su Roma antica, infatti, non è solo la sua più personale opera ma anche il risultato della consapevolezza di aver affrontato con umiltà uno dei temi più classici della letteratura italiana. “Non volevo fare lo storico” afferma Battista, “ma in questo mio progetto ho voluto trasformare la mia esperienza per creare qualcosa che suscitasse emozione.” Con queste parole l’attore conferisce alla sua opera un valore aggiunto, quello di essere un prodotto di un autentico processo creativo.La trama de “Tu quoque” è molto ricca e diversificata: ambientato in una Roma antica da non confondere con la fantasia delle oscene parodie del passato che si trovano spesso nelle commedie, il film presenta il personaggio di Massimo Quinto (Battista), un uomo a sessant’anni, sull’orlo della morte dopo essere stato colpito da un incidente in scooter. Tuttavia, per sua fortuna, il destino gli concede la possibilità di ritornare nella Roma antica dove, con la sua esperienza della vita moderna, comincia a vivere avventure incredibili. Nel frattempo, Massimo non solo riesce ad ammaliare Calpurnia (Francesca Antonelli) e il suo marito Giulio Cesare (Paolo Triestino), ma diventa anche un amico intimo di questi ultimi.Il filo conduttore tra la vita moderna e l’antica Roma è forgiato con abilità dalla stessa storia: Massimo utilizza le sue conoscenze della vita contemporanea per creare nuove soluzioni ai problemi dei romani. Con un’astuzia tipica di molti degli attori italiani più famosi, Battista conferisce al personaggio de “Tu quoque” la sua vera essenza: il modo in cui Massimo si adatta alla nuova realtà e comincia a vivere i momenti della storia con passione è simile all’approccio di un attore che interpreta un ruolo.Il valore del film de Battista non sta solo nella sua capacità di farci riflettere sulle nostre condizioni odierni, ma soprattutto nell’aprire nuove prospettive sulla storia dell’Italia. È importante notare come l’opera affronta con serietà tematiche come la vecchiaia, il matrimonio fallito e l’abbandono da parte dei figli. L’autore ha voluto creare un’opera che non solo suscitasse emozioni ma anche facesse riflettere gli spettatori sulla vita moderna e le sue problematiche.La rappresentazione delle donne nel film è assolutamente fedele alla sua ispirazione storica, con Calpurnia che diventa l’amore per Massimo Quinto. Ma la parte più interessante del film sta nella sua capacità di farci ammirare la bellezza della cultura e dell’arte antiche: in particolare, le scene che rappresentano il banchetto luculliano sono uno splendido esempio.Il progetto è stato realizzato con grande cura e passione da una produzione in cui i registi hanno avuto libero sfogo per creare un film del quale non sono stati preoccupati solo gli incassi ma anche la qualità. Battista afferma di essersi concentrato su fare un film che dava emozioni, gratificazioni e lietamente stupore agli spettatori. La sua è stata una scelta coraggiosa, perché siamo ormai abituati alla produzione di pellicole con tematiche più leggere ed evasive delle nostre realtà. Ma Battista non ha voluto fare nulla che si potesse definire “facile” e ha preferito affrontare argomenti più complessi, come l’evoluzione della storia, la presenza dei problemi nella società e il modo in cui li affrontiamo noi italiani.La collaborazione tra Battista e Quinto ha permesso di creare qualcosa di veramente originale e personale: il film è stato realizzato con grande attenzione al dettaglio e a un costo ridotto. I costi più alti sono stati investiti nella location, che non poteva essere quella che avevano pensato gli altri registi.Infine, il risultato de “Tu quoque” è qualcosa di eccezionale: una commedia che ha l’intenzione di farti ridere e piangere insieme, e di fare da ponte tra la storia e la nostra realtà odierna.

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