La stagione di prosa 2026 del Teatro Marrucino di Chieti si configura come un percorso artistico ambizioso e multiforme, plasmato dalla visione del compositore e regista Davide Cavuti, ormai al quinto anno di direzione.
Un cartellone di diciotto spettacoli, tra prime rappresentazioni e repliche, che celebra l’eccellenza interpretativa e registica, accogliendo nomi di spicco del panorama teatrale italiano e internazionale.
Il programma, presentato in anteprima alla presenza del presidente della Deputazione Teatrale, del sindaco e del vice-sindaco, si apre il 3 gennaio con “Misurare il salto delle rane”, produzione della compagnia Carrozzeria Orfeo, un’opera che, con la drammaturgia e la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, e la partecipazione di Elsa Bossi, Marina Occhionero e Chiara Stoppa, esplora la complessità dell’esistenza umana attraverso un linguaggio poetico e surreale.
Un’opera d’apertura che promette di innescare una riflessione profonda e inaspettata.
A seguire, il 17 e il 18 gennaio, il Teatro Marrucino ospita una produzione di respiro nazionale con “Ritorno a casa” di Harold Pinter, interpretata e diretta da Massimo Popolizio, affiancato da un cast di prim’ordine, tra cui Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale e Giorgia Salari.
Un’occasione per immergersi nel linguaggio enigmatico e tagliente di Pinter, maestro indiscusso dell’assurdo e dell’incomunicabilità.
Il 7 e l’8 febbraio, il teatro si vestirà dei toni crudi e appassionati di “Io, Charles al secolo Bukowski”, una prima nazionale scritta da Sonia Antinori e diretta da Alessio Pizzech.
Marco Bocci e Pia Lanciotti daranno vita alle parole del celebre scrittore americano, con musiche originali composte da Davide Cavuti e produzione di Stefano Francioni Produzioni.
Uno spettacolo che promette di essere un viaggio intenso e senza compromessi nel mondo tormentato e geniale di Bukowski.
La stagione si conclude il 9 e il 10 maggio con “Qualcosa è andato storto!”, una commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso, con un cast corale composto da Elvira Zingo, Peppe Miale, Fiorella Zullo, Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano e Tilde Spirito, produzione di A.
G.
Uno spettacolo che, a detta degli ideatori, offre uno sguardo satirico e graffiante sulla società contemporanea.
Davide Cavuti, nel presentare la programmazione, ha sottolineato come la Stagione di Prosa 2026 si ispiri alla contemporaneità, cercando di conferire alle opere un significato profondo e attuale.
Il linguaggio scenico proposto sarà ricco di sfumature e suggestioni, volto a interpretare le vicende dei personaggi attraverso una lente che illumina l’anima e svela i misteri dell’esistenza, invitando il pubblico a una riflessione critica e partecipata.
Un percorso teatrale che si preannuncia come un’esperienza emotiva e intellettuale di grande valore.








