Agricoltura in Abruzzo: mobilitazione e 5 Priorità per il Futuro

Un fiume di trattori, un mare di bandiere e l’affluenza di oltre duemila agricoltori provenienti da ogni angolo d’Abruzzo hanno trasformato la piazza dell’Emiciclo in un palcoscenico vibrante di istanze e proposte.

La mobilitazione, orchestrata da Coldiretti Abruzzo, ha rappresentato un momento cruciale per la presentazione della piattaforma programmatica “Cinque Priorità per la Crescita di un Abruzzo Forte e Sostenibile”, formalmente consegnata alle massime autorità regionali: il Presidente Marco Marsilio, l’Assessore Emanuele Imprudente e il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
L’incontro non è stata una mera formalità, ma un atto di indirizzo, un appello diretto all’azione volto a ripensare il futuro dell’agricoltura abruzzese.
Il Presidente regionale di Coldiretti, Pietropaolo Martinelli, e il Direttore, Marino Pilati, hanno articolato le cinque priorità con chiarezza, delineando un percorso di sviluppo che abbraccia la semplificazione burocratica, un sostegno mirato alle filiere agroalimentari – veri e propri motori dell’economia locale – la rivitalizzazione delle aree montane attraverso una gestione equilibrata della fauna selvatica, la salvaguardia delle preziose risorse idriche e un rinnovamento infrastrutturale dei consorzi di bonifica, pilastri fondamentali per la produttività agricola.
La piattaforma ha posto l’accento sulla necessità di una legislazione agile e reattiva, capace di agevolare l’imprenditoria agricola e di promuovere la competitività sui mercati.
Martinelli ha sottolineato con forza l’urgenza di interventi specifici per le aree interne, spesso marginalizzate e soggette a spopolamento, e ha richiamato l’importanza di tutelare la zootecnia, custode di tradizioni secolari, e l’arrosticino, simbolo dell’identità abruzzese.
Pilati ha ampliato lo sguardo, evidenziando come le problematiche affrontate affondino le radici nel tempo e come sia imperativo preservare e valorizzare il ricco patrimonio agricolo regionale, un tesoro da proteggere per le generazioni future.
Le voci dei presidenti provinciali – Alfonso Raffaele (L’Aquila), Emanuela Ripani (Teramo), Pier Carmine Tilli (Chieti) – hanno amplificato il coro di istanze, focalizzandosi sul ruolo cruciale delle aree montane, sul peso delle filiere locali e sulla necessità di tutelare le risorse idriche e le eccellenze vitivinicole, veri e propri gioielli del territorio.

La replica del Presidente della Regione, Marco Marsilio, ha riconosciuto il valore del confronto aperto e sincero con Coldiretti, pur ammettendo le criticità esistenti.

Ha tuttavia evidenziato segnali positivi, come la crescita delle aziende agricole, l’efficace utilizzo dei fondi europei e l’andamento favorevole dell’export agroalimentare.
Marsilio ha difeso le decisioni, a volte impopolari, prese in merito alla gestione della fauna selvatica e ha annunciato un investimento significativo di 180 milioni di euro per la modernizzazione e il potenziamento della rete irrigua, con l’obiettivo di ridurre le perdite e garantire un utilizzo più efficiente delle risorse idriche.

Pur ribadendo che il percorso verso un futuro sostenibile e prospero richiede ancora sforzi e dedizione, Marsilio ha confermato la volontà della Regione di perseguire gli impegni assunti, auspicando una collaborazione costruttiva con tutti gli attori del settore agricolo per affrontare le sfide che si profilano all’orizzonte e per costruire un Abruzzo più forte e resiliente.

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