Fondo per Famiglie Colpite da Calamità: Un Segnale di Giustizia

Un disegno di legge volto a istituire un Fondo Nazionale di Sostegno alle Famiglie Vittime di Calamità Naturali, con una dotazione annuale a partire dal 2026, si propone di colmare una lacuna legislativa che da anni affligge le comunità colpite da eventi sismici e altre emergenze.

L’iniziativa, emendamento 112.20 alla legge di bilancio presentato dai senatori del Partito Democratico Michele Fina e Walter Verini, si colloca sotto la diretta supervisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo primario di offrire un supporto economico tangibile alle famiglie che hanno subito la perdita di una persona cara in seguito a disastri naturali verificatisi in Italia dal 2009.

La platea dei beneficiari è ampia e mira a includere le comunità duramente colpite da eventi come il terremoto dell’Aquila, le tragedie di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, i disastri in Emilia Romagna del 2012 e il crollo di Casamicciola Terme di Ischia nel 2017.
L’obiettivo non è solo l’erogazione di un contributo economico, ma anche il riconoscimento formale del dolore e delle difficoltà affrontate da queste famiglie, spesso abbandonate a sé stesse o gravate da procedure burocratiche complesse e ritardate.

Il meccanismo di accesso al Fondo sarà definito attraverso un decreto ministeriale congiunto, redatto entro 90 giorni dall’approvazione della legge, che stabilirà criteri specifici, modalità operative, beneficiari ammissibili e procedure di presentazione delle domande.

Un elemento cruciale sarà l’applicazione di una scala di riduzione dei contributi in base al reddito familiare, misurato attraverso l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), garantendo così una distribuzione equa delle risorse.

Per assicurare la sostenibilità finanziaria del Fondo, la norma prevede una rimodulazione dello stanziamento previsto dall’articolo 132 della legge di bilancio, riducendo la dotazione complessiva da 100 a 95 milioni di euro a partire dal 2026.
Questa scelta sottolinea l’impegno del legislatore a trovare un equilibrio tra l’esigenza di fornire un supporto adeguato alle famiglie colpite e la necessità di gestire le risorse pubbliche in modo responsabile.
L’avvocato Maria Grazia Piccinini, madre di Ilaria Rambaldi, vittima del terremoto dell’Aquila, esprime con forza l’importanza di questa iniziativa, denunciando le persistenti disuguaglianze nel trattamento delle famiglie colpite da calamità naturali.

Ricorda con amarezza le battaglie intraprese, gli appelli disattesi e le proteste, come lo sciopero della fame di un padre di Amatrice, che non hanno portato ai risultati sperati.

Sottolinea che, nonostante le commemorazioni e i gesti simbolici, le famiglie continuano a sentirsi escluse e discriminate.

Conclude con un appello rivolto a tutti i senatori, dal senatore Sigismondi al senatore Liris, dal senatore Pagano a chiunque possa sostenere la causa, esortandoli a tradurre l’impegno verbale in azioni concrete e a far approvare la misura.

Il suo desiderio è che lo Stato smetta di relegare queste famiglie a una posizione di inferiorità e che i politici dimostrino la stessa determinazione nell’approvare la legge che mostrano durante le commemorazioni.
È un grido di giustizia che chiede di porre fine a un’ingiustizia che si protrae da troppo tempo e che mina la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni.

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