Nella notte tra martedì e mercoledì un violento raid militare israeliano ha devastato la ex scuola Dar al-Arqam, divenuta uno dei pochi rifugi sicuri per le popolazioni civili in fuga dalle violenze nella Striscia di Gaza. Secondo le stime fornite da fonti locali della protezione civile palestinese, almeno 21 persone sono state uccise nell’attacco aereo israeliano che ha colpito la scuola nel quartiere di Al-Tuffah, situato nella zona nord-est di Gaza City. Le immagini dei sopravvissuti, tra cui donne e bambini, ricordano una delle più crudeli rappresentazioni della storia di violenza e sofferenza vissuta da quel popolo nel corso degli anni.Il raid israeliano ha riproposto la questione aperta e mai risolta del diritto all’autodifesa dei palestinesi, a fronte della continua presenza militare nella Striscia di Gaza. Una zona dove le condizioni di vita sono sempre più precarie e che da anni non riceve soccorsi umanitari adeguati a causa delle restrizioni imposte dagli israeliani. Questo stato di cose ha portato i palestinesi ad accingersi alla costruzione di tunnel per sfuggire all’assedio e cercare un futuro migliore in Egitto o nel Libano.In questo contesto, il raid israeliano ha anche riproposto la questione degli ospedali che sono stati colpiti nelle scorse ore. Un attacco aereo contro l’Ospedale Al-Wafa’ nella Striscia di Gaza si è verificato poco prima dell’inizio del raid sul quartiere, secondo le informazioni fornite da fonti locali. L’Ospedale Al-Wafa’ era stato colpito nel 2014, allorché il Parlamento europeo aveva condannato tale azione di guerra.In questo contesto è in atto un dibattito internazionale sul diritto umanitario e sull’aggressione israeliana che ha provocato l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza. I leader di diversi paesi sono intervenuti chiedendo una fine immediata dell’aggressione e la cessazione dei combattimenti.
L’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza: 21 vittime per l’attacco alla scuola Dar al-Arqam.
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