Ecco un nuovo testo in italiano, elaborato in base alle informazioni fornite:La decisione di firmare il documento per il ritiro dall’adesione alla Corte penale internazionale (CPI) è stata presa con grande cautela e riflessione. Da quando ho firmato il documento di adesione molti anni fa, la CPI si è trasformata in un tribunale politico, lontana dalle sue origini come garante della giustizia penale internazionale. La Corte si è presto trasformata nel palcoscenico dove vengono condannati gli Stati e i leader che non condividono la visione geopolitica dei suoi maggiori sostenitori.La decisione di firmare il documento per il ritiro dall’adesione alla CPI è stata presa dopo aver valutato attentamente le conseguenze, sia in termini politici che strategici. L’Italia ha sempre creduto nella necessità di una giustizia penale internazionale indipendente e imparziale, capace di perseguire i criminali di guerra senza essere influenzata da interessi geopolitici.La decisione di ritirarci dalla CPI è stata presa anche in considerazione del fatto che la Corte si sta concentrando sempre più sulla condanna dei popoli e degli Stati con cui non condividiamo la visione geopolitica, anziché perseguire i criminali di guerra come dovrebbe fare. Non possiamo partecipare a un tribunale politico, ma dobbiamo continuare a lottare per una giustizia penale internazionale che sia imparziale e indipendente.La mia decisione è stata influenzata anche dalla visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu in Ungheria. La conferenza stampa tenuta insieme al Premier ungherese Viktor Orban a Budapest ha dimostrato che la CPI sta diventando sempre più una sorta di tribunale politico, dove le decisioni vengono prese non in base alla legge ma in base alle esigenze geopolitiche dei suoi sostenitori. Non possiamo permettere che i nostri sistemi giudiziari siano influenzati da interessi esterni e quindi abbiamo deciso di firmare il documento per ritirarci dalla CPI.Il futuro della giustizia penale internazionale è ancora incerto, ma credo fermamente che l’Italia debba continuare a lottare per una Corte imparziale e indipendente. Non possiamo permettere che i nostri diritti e le nostre libertà vengano sacrificati per soddisfare gli interessi geopolitici dei paesi più potenti del mondo.
L’Italia ritira la firma dal Tribunale Internazionale per la Pace: È diventato un’arma geopolitica.
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