L’Ungheria è sul punto di abbandonare definitivamente la Corte penale internazionale (Cpi), l’organo giurisdizionale delle Nazioni Unite che si occupa di processare i crimini di guerra e contro l’umanità. La decisione, annunciata dal ministro della giustizia Bence Tuzson, segna un nuovo passo nella politica estera del paese guidato da Viktor Orban, noto per le sue posizioni di carattere nazionalista e critico nei confronti dell’unione europea e delle istituzioni internazionali. La Cpi è stata accusata da Budapest di interferire nelle questioni interne ungheresi, di avere una giurisdizione eccessiva e di essere soggetta alle pressioni dei governi stranieri.Secondo le fonti dell’aggressivo giornale online Europa libera, il ministro Tuzson ha comunicato la sua decisione durante una riunione a porte chiuse con alcuni diplomatici. Secondo quanto riferito da questo sito di notizie molto critico nei confronti del governo ungherese, la bozza della risoluzione che autorizza il governo ad avviare la procedura per uscire dalla Cpi sarebbe già stata preparata e potrebbe essere sottoposta all’approvazione del Parlamento entro breve.Gli Ungheresi avevano già iniziato a manifestare segni di stanchezza nei confronti della Cpi, come ad esempio il rifiuto di ratificare l’accordo di estradizione con l’Iran. Ora che la politica estera del paese sembra essere ancora più orientata verso l’estero e in particolare nei confronti delle potenze dell’Est Europa, è chiaro che questo passo non sia casuale ma segni il consolidamento di un modello nazionalista e anti UE.
L’Ungheria abbandona definitivamente la Corte penale internazionale
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