Il tono dei mercati finanziari rispose con fermezza al dazio imposto da Washington su importazioni cinesi: azioni e titoli scesero inesorabilmente a causa delle pesanti sanzioni. Il vento della guerra commerciale soffiò forte, mentre l’incertezza si fece strada tra gli operatori del settore.L’esplosione di tensione riscontrata ai margini dell’accordo commerciali internazionale, con l’impatto delle decisioni sulla bilancia dei pagamenti, spinse verso il basso il mercato azionario statunitense. Gli attori principali della scena monetaria mondiale registrarono una perdita di valore, con i titoli di Stato esposti a un aumento dei rendimenti, mentre i flussi di capitale sembrarono fermarsi.La politica commerciale aggressiva del nuovo presidente, che puntava a ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti e a mantenere la superiorità economica, aveva aperto una finestra sulle possibili conseguenze della guerra commerciale. I risultati furono inaspettatamente drammatici: l’impatto sulla produzione industriale sembrò pesante, con un calo delle vendite delle auto americane a livelli senza precedenti.La borsa di New York si assunse il compito di reagire alla notizia dei dazi in maniera decisa e netta: i titoli finanziari crollarono con una velocità inaspettata. Il mondo bancario esitava, mentre l’incertezza diventava la parola d’ordine.
Mercati finanziari sconvolti dai nuovi dazi di Trump e dall’impatto sulla produzione industriale
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