Mercati petroliferi scuotono la testa per le minacce di Trump

Date:

Il mercato delle materie prime risponde con cautela all’annuncio di Donald Trump sui dazi: il prezzo del petrolio Wti con consegna a maggio registra un calo significativo del 2,57% arrivando a quota 69,87 dollari al barile. Il Brent non si discosta da questa tendenza, scambiandosi ad un prezzo di 73,13 dollari per il contratto con consegna a giugno, con una flessione netta del 2,43%. I ricambi commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea appaiono essere l’elemento chiave che influenza il mercato petrolifero. L’intenzione di Trump di introdurre dazi sulle importazioni europee sembra aver destato preoccupazione in tutti coloro interessati al settore delle materie prime, portando a una reazione negativa e generale nella classifica del Wti.Nonostante l’incertezza legata all’introduzione dei nuovi dazi, gli investitori mantengono un atteggiamento riservato nelle loro decisioni. Alcuni addetti ai lavori sottolineano che la reazione è stata contenuta e ciò potrebbe essere dovuto alle notizie di una riduzione delle forniture cinesi di petrolio. L’influenza del dollaro americano sulla dinamica dei prezzi appare essere un fattore rilevante. La stabilità della moneta statunitense in questo momento sembra non aver influenzato l’evolversi dei mercati petroliferi, probabilmente a causa delle politiche di monetizzazione adottate dalla Federal Reserve.Il prezzo del petrolio Wti registra un calo significativo del 2,57% dopo l’annuncio di Trump sui dazi. La tendenza è confermata dal Brent che per il contratto con consegna a giugno scambia 73,13 dollari al barile, con una flessione netta del 2,43%. Questo cambiamento apparentemente non si deve solo all’annuncio sulle tariffe commerciali tra Usa e Ue ma è in realtà legato alla reazione negativa generale dei mercati alle politiche economiche del Presidente degli Stati Uniti.

- Advertisement -spot_imgspot_img

Ultime notizie

Notizie correlate
Related