- pubblicità -
- pubblicità -

Assoluzione per gli attivisti di Malpensa: un precedente sul diritto di protesta

Il Tribunale di Busto Arsizio ha emesso una sentenza significativa nel caso dei 21 attivisti di Ultima Generazione, Scientist Rebellion ed Extinction Rebellion, accusati di reati connessi al tentativo di interruzione delle attività dello scalo aeroportuale dedicato all’aviazione d’affari presso l’aeroporto di Malpensa, avvenuto il 14 febbraio 2023.

- PUBBLICITA -

L’assoluzione, una pietra miliare in un contesto di crescenti azioni di protesta ambientalista, solleva interrogativi profondi sul confine tra disobbedienza civile, diritto di espressione e responsabilità penale.

L’azione, parte della più ampia campagna internazionale “Make Them Pay”, mirava a esporre l’insostenibilità ambientale e la disuguaglianza sociale intrinseca all’uso intensivo di jet privati, strumenti di mobilità riservati a una élite economica che contribuisce in modo sproporzionato all’emergenza climatica globale.

La protesta, deliberatamente non violenta, si concretizzò nell’imbrattamento delle vetrate del terminal con vernice biodegradabile e nel blocco temporaneo dell’accesso ai parcheggi.

Un gruppo di manifestanti, riccorrendo a tecniche di fissaggio non lesive, incollò le proprie mani all’asfalto in prossimità di un aeromobile privato, azione che determinò l’intervento delle forze dell’ordine e la conseguente denuncia dei partecipanti.

La decisione del Tribunale, con la pronuncia di assoluzione per tutti gli imputati in merito alle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, si configura come un riconoscimento della legittimità, seppur contestata, di un atto di protesta volto a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di cruciale importanza.
Il giudice, nel motivare la sentenza, ha ritenuto che il fatto non sussista relativamente alla resistenza e, per quanto concerne l’imbrattamento, ha fatto leva sul principio della “tenuità del fatto”, un’apertura interpretativa che legittima comportamenti lesivi di minore rilevanza quando posti in relazione ad una finalità di interesse collettivo.
Questa sentenza, come sottolineato dagli esponenti di Ultima Generazione, rappresenta la 57esima assoluzione ottenuta dagli attivisti del gruppo, un dato significativo che testimonia una crescente tendenza della magistratura a comprendere e a tutelare le azioni di disobbedienza civile, specialmente quando queste sono motivate da preoccupazioni ambientali e sociali pressanti.

Il caso Malpensa, lungi dall’essere un episodio isolato, si inserisce in un quadro più ampio di crescenti tensioni tra le autorità e i movimenti ambientalisti, i quali, attraverso azioni sempre più audaci, cercano di costringere i governi e le aziende a prendere misure più concrete per affrontare la crisi climatica e ridurre le disuguaglianze.

La sentenza pone, inoltre, interrogativi complessi sulla necessità di ripensare le leggi esistenti in relazione alle nuove forme di protesta e sull’importanza di garantire la libertà di espressione, anche quando questa si manifesta attraverso azioni che, pur contestabili, sono finalizzate a promuovere il bene comune.

- pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap