A Milano, la transizione verso una mobilità urbana più sostenibile mostra segni tangibili, pur con dinamiche complesse e sfumature da analizzare.
I dati relativi al 2024, elaborati da Amat e riportati nel rapporto sulla mobilità, evidenziano un aumento contenuto degli accessi all’Area B, la zona a traffico limitato che abbraccia gran parte del territorio comunale (+0,5%), un incremento apparentemente contraddittorio rispetto all’obiettivo primario di riduzione del traffico veicolare.
Tuttavia, questo dato parziale va contestualizzato con un trend più rilevante: una diminuzione significativa del parco veicolare più impattante, in particolare dei veicoli diesel, che nel rapporto con febbraio 2022, mostrano una contrazione del 12%.
Questa diminuzione è compensata dall’aumento di veicoli ibridi, la cui quota di mercato è quasi raddoppiata, passando dal 9% al 20%.
La presenza di veicoli diesel nell’Area B, pur ancora rilevante, è concentrata prevalentemente su modelli di classe Euro 6 o superiore, indicando una progressiva elettrificazione e rinnovo del parco auto circolante.
L’introduzione dell’Area B nel 2019 si rivela un elemento cruciale nella correlazione tra politiche di mobilità e qualità dell’aria.
Prima di quell’anno, i livelli di biossido di azoto (NOx), monitorati dalle centraline di ARPA, superavano costantemente le soglie registrate nelle aree esterne alla città.
L’Area B ha innescato un processo di rapido miglioramento della qualità dell’aria all’interno dei confini urbani, un dato fondamentale per la salute pubblica e la vivibilità della città.
Parallelamente, Area C, la zona a traffico limitato del centro, continua a registrare una riduzione degli accessi veicolari (-12,06% dal 2019), suggerendo l’efficacia di misure restrittive mirate.
Il trasporto pubblico, pilastro fondamentale per una mobilità sostenibile, ha attraversato fasi alterne.
Dopo una crescita costante dal 2016, culminata in un picco di circa 800 milioni di utenti annuali nel 2019, si è registrato un calo dovuto a cambiamenti nelle abitudini di spostamento indotti dalla pandemia di COVID-19.
Attualmente, il numero di passeggeri si attesta intorno ai 675 milioni, con una diminuzione del 16% rispetto al 2019.
Questo dato evidenzia la necessità di strategie innovative per incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e riconquistare la fiducia dei pendolari.
Il confronto con il contesto nazionale rivela che Milano si distingue per un tasso di motorizzazione inferiore rispetto alla media italiana (497 veicoli ogni 1.000 abitanti contro una media nazionale di 701).
Questo dato, unito alla lieve crescita dello 0,4% rispetto al 2023, suggerisce una maggiore sensibilità verso le problematiche legate alla mobilità e all’ambiente.
La diminuzione degli incidenti stradali, attestata in un calo del 13% dal 2016 al 2024, con una conseguente riduzione di feriti e decessi, testimonia l’efficacia delle politiche di sicurezza stradale e della crescente attenzione alla guida responsabile.
L’aumento delle aree pedonali (+27% dal 2016) e la creazione di nuove piazze aperte, unitamente alla crescita delle Zone 30, indicano un impegno concreto verso la riqualificazione urbana e la promozione di uno spazio pubblico più vivibile e sicuro per i pedoni.
Il 2024 ha segnato la realizzazione di 11 nuove piazze aperte, contribuendo a creare nuovi punti di aggregazione e a migliorare la qualità dell’esperienza urbana.

